Aprire un bar, spunti di riflessione

Aprire un bar, spunti di riflessione

Molti di voi pensano, o hanno pensato di aprire un bar, ma dubbi e domande, legittime, vi hanno fermato?

Noi non abbiamo la soluzione, ma possiamo provare a darvi più informazioni possibili, e anche qualche piccolo consiglio per aiutarvi a capire se fa al caso vostro provare a lanciarvi in questa impresa.

Esistono poi diverse tipologie di bar, classici, bar tabacchi, wine bar, chioschi bar, ecc, che comportano modalità di gestione, strutture e costi differenti.

Interno di un bar
Ampio salone bar

Come aprire un bar

Per aprire un bar occorre innanzitutto trovare il locale adatto e il posto giusto.

Ma non è così facile, ci sono molte variabili da considerare, ad esempio un bar in un centro città con molta gente di passaggio avrà più possibilità di avere una vasta clientela, ma avrà maggior concorrenza e quindi si dovrà puntare molto su qualcosa di innovativo ed un arredamento adeguato, così da avere un ritorno economico abbastanza alto per coprire le spese di gestione.

Un bar in una piccola località al contrario, se non ha molta concorrenza, anche se piccolo avrà una clientela limitata ma costante, fidelizzata, e i costi di gestione più bassi dell’esempio precedente potrebbero portare a degli utili soddisfacenti.

Capite da questi due esempi che è importante studiare bene il posto dove aprirlo e la concorrenza già presente nelle vicinanze ed il loro livello.

Costi per aprire un bar

Il costo per aprire un bar dipende da molti fattori, come è facilmente intuibile.

I fattori principali che incidono sono lo stato del locale, se è già pronto oppure ha necessità di restauri e lavori di adattamento, se è vostro o in affitto, il tipo di arredamento scelto, se nuovo o rigenerato, il personale necessario, le licenze, tasse comunali e le utenze.

Comunque in linea di principio, per un locale di modeste dimensioni non spenderete meno di 40.000 euro per aprirlo, e l’importo crescerà in modo esponenziale salendo di livello.

E’ fondamentale preparare un piano degli investimenti, tenete presente che spesso investire in una attività come un bar vi porterà utili non prima di due o tre anni, tempo medio necessario per recuperare i costi iniziali, e quindi se non avete una solida posizione economica che vi sostenga durante questo periodo potrebbe essere dura andare avanti, a meno che non avete un finanziatore disposto a supportarvi.

Come reperire il capitale per aprire un bar

Altra soluzione potrebbe essere trovare un finanziamento, ci sono fondi messi a disposizione per la creazione di micro imprese rivolti anche ai disoccupati, se questo è il tuo caso, con prestiti a fondo perduto e a tasso agevolato.

A questo proposito ti invito a leggere i nostri articoli Fondo “Resto al Sud”, incentivi imprenditoria giovanile nel mezzogiorno e Finanziamento NITO: nuove imprese a tasso zero per giovani e donne, potrebbero rappresentare una valida soluzione per trovare i fondi necessari.

Come risparmiare sulle spese

Una valida soluzione per contenere i costi potrebbe essere rappresentata dal reperire le attrezzature necessarie sul mercato dell’usato, sia presso le aziende specializzate del settore, che spesso ritirano l’usato in caso di ristrutturazioni, sia trovare magari chi sta per chiudere o ha già chiuso la sua attività, che in questi ultimi tempi purtroppo sono molti.

Prendere in gestione un bar

Una buona alternativa all’apertura di un nuovo bar potrebbe essere prenderne in gestione uno già avviato, sostenendo così dei costi meno elevati ed avere cosi anche la possibilità di capire se un bar è il lavoro che fa per voi.

In questo caso vanno analizzati bene i motivi per cui viene ceduto, se per semplice volontà del proprietario di lasciare il lavoro o se lo lascia perché il locale non rende abbastanza o non più come una volta.

Nel secondo caso pensate bene se ne vale la pena, dovrete vedere se è possibile rilanciarlo, considerando l’eventuale concorrenza presente, lo stato del locale e degli arredamenti.

Aprire un bar all’estero

Bar in spiaggia esotica
Bar in località esotica

Se la tua idea è quella di aprire un bar all’estero le basi da conoscere e sapere sono praticamente uguali che aprirlo nella tua città, ma devi informarti bene su cosa richiede e/o prevede la legislazione locale.

Inoltre devi sapere bene la lingua per non avere difficoltà di comunicazione, e come per qualsiasi altro luogo recati sul posto e fai una verifica sul potenziale che potrebbe avere il tuo nuovo locale, anche in base alla concorrenza presente.

Aprire un bar in franchising

Potresti anche considerare di aprire il tuo bar aderendo ad una catena di franchising, in questo caso ti troverai, solitamente, a pagare un canone alla casa madre e adeguarti alle loro regole sia per l’arredamento che per la gestione.

Controlla che non ci siano altri bar del marchio nelle vicinanze, potrebbe ridurre i tuoi potenziali clienti.

Con questo metodo potresti anche non risparmiare molto rispetto ad aprirne uno tuo, ma avresti il vantaggio di utilizzare un marchio conosciuto e probabilmente avere una clientela di base ampia.

Licenze e legislazione per aprire un bar

Altro aspetto importante per aprire un bar è la parte burocratica, vediamo cosa serve.

Apertura della partita IVA

Il primo passo è l’apertura di una partita IVA andando ad un ufficio dell’Agenzia delle Entrate, specificando il codice ATECO, di cui ne parliamo in modo dettagliato nel nostro articolo Codice attività ATECO, cos’è e dove si trova, che indica il tipo di attività svolta.

Iscrizione alla Camera di Commercio

In seguito va fatta, presso la Camera di Commercio, l’iscrizione al REC, Registro Esercenti di Commercio, e per i bar occorre aver frequentato una scuola alberghiera, o in alternativa aver frequentato dei corsi professionali specifici riconosciuti dalla provincia o dalla regione.

E’ anche possibile passare, sempre alla Camera di Commercio, un esame di idoneità che ti fornirà l’abilitazione.

La SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività

Per poter essere il regola una volta occorreva fare domanda per la licenza presso il comune della sede dell’attività, ora, per i bar nello specifico, basta presentare la SCIA.

In pratica è un’autocertificazione in cui si dichiara che, in base anche ad alcuni allegati che dovrai aggiungere, che il locale ha tutti i requisiti urbanistici, igienico-sanitari ecc. per poter svolgere l’attività.

Va inoltrata entro trenta giorni massimo dall’apertura, in via telematica al SUAP, Sportello Unico per le Attività Produttive, e se preferisci non fare da solo puoi farti assistere da una associazione di categoria o da qualche professionista del settore.

Una volta presentata la domanda, il SUAP ha 60 giorni di tempo per esaminare la pratica e dare un responso, se è tutto a posto ti verrà rilasciata la certificazione di inizio di attività commerciale.

Normativa igienico-sanitaria

Un aspetto a parte dalla SCIA è munirsi della certificazione HACCP – Hazard Analysis Critical Control Point (Analisi dei Rischi e Controllo dei Punti Critici).

Si tratta di un attestato che viene rilasciato dopo aver seguito un corso specifico, che dimostra di essere a conoscenza di tutte le norme relative alla conservazione degli alimenti, all’igiene delle attrezzature, in pratica di tutti gli aspetti igienici.

Dovrai poi tenere nel locale il relativo manuale HACCP, dove andranno indicate le pratiche igieniche che vengono attuate nel bar.

Se vuoi approfondire l’argomento o per farti assistere nel suo rilascio, puoi rivolgerti, anche in questo caso, ad un professionista.

Consigli e note finali

Aprire un bar, come vedi, comporta molti passi e un certo esborso economico non certo di bassa portata, ma questo, se è il tuo sogno, non deve fermarti.

Valuta bene sempre tutti gli aspetti e se sarai tu a lavorarci sappi che occorrerà una buona dose di sacrificio, orari lunghi di lavoro, essere sempre cordiale e affabile con la clientela, utilizzare prodotti di buona qualità.

Considera anche, questo è un mio suggerimento personale, di lavorare come dipendente, per un certo periodo, in un bar, così da renderti conto, e accumulare esperienza, del lavoro che dovrai svolgere nel tuo di bar.

Barista che fa un cocktail
Preparazione di un cocktail

Per avere successo dovrai inoltre essere innovativo se lo vuoi aprire in una zona dove ce ne sono già altri, vedi come sono arredati, cosa offrono, e cerca quel qualcosa in più che gli altri non hanno e che possa attrarre la gente nel tuo locale.

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