Come calcolare la TASI

Ti sei mai domandato come calcolare la TASI? E ancora prima, che cosa sia la TASI e quali siano gli immobili su cui bisogna pagarla? O ancora quali sono i servizi che sono coperti attraverso la TASI?

In questo nostro approfondimento abbiamo il piacere di cercare di svelare tutto quello che devi sapere su questa tassa: forse non sarà sufficiente a fartela piacere ma… almeno ti chiarirà qualche dubbio su una delle più note e mal digerite tasse italiane.

Cos’è la TASI

Prima ancora di comprendere come calcolare la TASI, è sicuramente utile cercare di capire che cosa sia.

calcolo TASI

Guida al calcolo della TASI

TASI è l’acronimo di Tassa sui servizi indivisibili, ed è una tassa comunale che il Comune richiede per poter erogare servizi a beneficio di tutti i cittadini che abitano nel suo territorio comunale, e che hanno la titolarità diretta o indiretta di beni immobili.

Insomma, in termini più concreti e semplici, la TASI è una tassa che il Comune utilizza per poter pagare le spese di illuminazione, la manutenzione delle strade, il rifacimento dei marciapiedi, e così via.

La logica alla base della tassa è dunque semplice: chi ha un immobile nel territorio comunale, avrà tutto l’interesse a usufruire di servizi connessi (come quelli di cui sopra) e dunque dovrà versare una tassa a copertura parziale di tali spese.

Di contro, è bene ricordare che non fanno parte di tali servizi indivisibili quelle attività che sono finanziate dalla TARI (la Tassa sui rifiuti), ovvero il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani.

TASI e IUC

TASI e TARI hanno però una cosa in comune: entrambe fanno parte della IUC, l’imposta unica comunale, unitamente all’IMU.

Dunque, contrariamente a quanto qualcuno è portato a pensare, la IUC non è una vera e propria imposta, ma una sorta di “contenitore” che racchiude TARI, TASI e IMU.

Chi deve pagare la TASI

Ma chi è che deve pagare la TASI? Quali sono i contribuenti che sono tenuti al versamento della tassa?

Stando a quanto prevede la legge, il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di fabbricati e di aree edificabili, ad eccezione della prima casa se questa non rientra nelle categorie A/1, A/8 e A/9, e dei terreni agricoli.

Dunque, la TASI, a differenza dall’IMU, è dovuta anche da coloro che si trovano in affitto o in comodato di un immobile che non è adibito alla prima casa e, solo per gli immobili di lusso, anche per la prima casa.

In particolare, ricordiamo che l’inquilino in affitto dovrà pagare la TASI secondo una quota stabilita dal comune, che varia tra il 10 e il 30 per cento. La percentuale rimanente (che dunque oscillerà tra un minimo del 70 per cento e un massimo del 90 per cento) sarà invece a carico del proprietario dell’immobile.

Come calcolare la TASI per immobili in leasing

Alle regole di cui sopra esistono comunque alcune eccezioni. In particolare, se ti stai domandando come calcolare la TASI per immobili in leasing, sappi che in caso di locazione finanziaria la TASI è dovuta dal locatario a decorrere dalla data di stipula del contratto.

Il locatario sarà ovviamente tenuto al pagamento della TASI per tutta la durata del contratto, ovvero per quel periodo che intercorre dal momento della stipula alla data di riconsegna del bene al locatore, come da verbale di consegna.

Come calcolare la TASI per detenzione temporanea

E nel caso in cui si renda necessario effettuare il calcolo della TASI per una detenzione temporanea?

In questa ipotesi, se la detenzione non è superiore a sei mesi, e avviene nel corso dello stesso anno solare, la TASI è dovuta solo dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, di usufrutto, di uso, di abitazione e di superficie.

Come calcolare la TASI per multiproprietà

E nel caso in cui si renda necessario calcolare la TASI per multiproprietà?

In questa ipotesi, il soggetto che gestisce la multiproprietà e i servizi comuni è responsabile del versamento della TASI che è dovuta per i locali e per le aree scoperte di uso comuno, fermo restando che poi i singoli possessori / detentori dovranno adempiere ai loro obblighi derivanti dal rapporto instaurato.

Chi non deve pagare la TASI

A questo punto può essere utile anche ricordare chi non deve pagare la TASI e quindi chi fortunatamente non deve effettuare il calcolo TASI.

Come abbiamo già anticipato, la TASI è dovuta da tutti coloro che usano o sono titolari di diritti reali su un bene immobile, con l’eccezione di:

  • Prime case non di lusso (cioè, quelle che non appartengono alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9);
  • Terreni agricoli;
  • Immobili adibiti al culto religioso;
  • Immobili delle Onlus.

È inoltre possibile che il Comune utilizzi le sue discrezionalità per poter prevedere riduzioni o esenzioni per alcune categorie particolari, come ad esempio avviene con le abitazioni che hanno un unico occupante, o ancora abitazioni che vengono tenute a disposizione per un utilizzo stagionale o fabbricati rurali.

Come si calcola la TASI

Giunti a questo punto del nostro approfondimento, cerchiamo di capire in maniera dettagliata come si calcola la TASI.

Calcolare la TASI non è affatto difficile, ma ti saranno richiesti alcuni passaggi che dovresti cercare di comprendere con particolare certezza, al fine di non effettuare conteggi totalmente sbagliati e lontani dalla realtà.

Base imponibile TASI

Iniziamo dalla base imponibile, ovvero l’importo su cui poi andremo ad applicare l’aliquota prevista.

La base imponibile è stabilita per legge come quella per il calcolo dell’imposta municipale (IMU). In altri termini, le rendite catastali e i coefficienti moltiplicatori sono gli stessi che magari hai già utilizzato per poter calcolare L’IMU.

Prendi dunque la rendita catastale non rivalutata del tuo immobile, rivalutala del 5%, e poi moltiplica il risultato per i seguenti coefficienti:

  • 160 se hai un fabbricato classificati nel gruppo catastale A (abitazioni), fatta eccezione per gli A/10 (uffici e studi privati). Tieni conto che il coefficiente 160 vale anche per le categorie catastali C/2 (cantine e soffitte), C/6 (box o posti auto pertinenziali) e C/7 (tettoie);
  • 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B (tra cui ospedali e musei) e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
  • 80 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5;
  • 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, eccetto i D/5;
  • 55 per i fabbricati classificati in C/1.

Fatto ciò, avrai ottenuto la base imponibile TASI, a cui applicare l’aliquota.

Aliquota TASI

Per quanto concerne l’aliquota TASI, quella di basi è pari all’1 per mille, ma il Comune può modificarla, potendola addirittura condurre in azzeramento, o variandola in aumento, ma sempre senza superare i tetti stabiliti per legge per tipologia di immobile.

Per saperne di più, ti consigliamo di consultare il sito internet del tuo Comune di riferimento, dove annualmente vengono pubblicate le aliquote TASI.

Esempio calcolo TASI

pagare TASI

Come calcolare e pagare la tassa TASI

Per poter rendere ancora più chiaro il modo con cui è possibile calcolare la TASI, facciamo un esempio.

Immaginiamo una condizione piuttosto comune, ovvero essere i proprietari al 10% di un’abitazione che ha una rendita catastale pari a 2.500 euro. Ovviamente, considerando che la TASI non deve essere pagata per le prime case, si tratterà di un’abitazione non principale.

Ipotizziamo altresì che sull’immobile ci sia una pertinenza che ha una rendita catastale di 100 euro, e che nel nostro Comune ci sia un’aliquota dello 0,50 per mille.

Ora, abbiamo tutti gli elementi utili per poter fare il calcolo TASI.

Prendiamo dunque la nostra rendita catastale complessiva, pari a 2.600 euro, e rivalutiamola per il 5%, ottenendo così un valore di 2.730 euro. Applichiamo un moltiplicatore di 160, e otteniamo una base imponibile di 436.800.

Su tale base imponibile, procediamo a calcolare l’aliquota dello 0,50 per mille, e otterremo l’importo TASI da versare, pari a 218,40 euro.

Pagamento TASI

Ma, ora che hai fatto il calcolo TASI corretto, come e quando si versa la tassa?

La TASI può essere versata con modello F24 entro le scadenze perviste dalla legge, ovvero il 16 giugno e il 16 dicembre nel caso in cui il contribuente voglia pagare in due rate distinte, o entro il 16 giugno nel caso in cui voglia pagare in un’unica soluzione annuale.

In merito, tieni conto che il versamento della prima rata della TASI viene effettuato sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dell’anno precedente. Di contro, il versamento della seconda rata, a saldo, sarà eseguito a conguaglio sulla base delle nuove disposizioni.

Proprio per questo motivo, i Comuni devono deliberare ogni anno eventuali modifiche alle aliquote. In mancanza di nuove delibere, varrà l’aliquota dell’anno precedente.

Speriamo con questo nostro nuovo approfondimento di averti dato elementi utili per poter calcolare e pagare la TASI correttamente.

Se hai ancora dei dubbi scrivici, o controlla il sito internet dell’Agenzia delle Entrate e del tuo Comune di riferimento!

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