Congedo parentale, guida completa

Il congedo parentale, introdotto per la prima volta dal D.L. 151 del 26 marzo 2001 e modificato poi negli anni, stabilisce che i genitori possono usufruire di congedi dal lavoro al fine di assistere i loro figli nei primi anni di vita, e in questo articolo ti spieghiamo tutto quello che c’è da sapere.

A chi spetta, quali sono le modalità e i tempi concessi?

Congedo parentale: cos’è e a chi spetta

Il congedo parentale riconosce diritti ai genitori, sia naturali che adottivi o affidatari, in modalità diverse anche a seconda del rapporto di lavoro in essere, vediamoli nelle varie casistiche.

Lavoratrici e lavoratori dipendenti

Ai genitori naturali spetta, entro i 12 anni del bambino, un periodo di congedo di 10 mesi, usufruibile anche contemporaneamente da tutti e due.

I periodi di astensione sono così ripartiti tra i genitori:

  • alla madre lavoratrice un periodo, sia suddiviso che continuo, un periodo di sei mesi;
  • al padre lavoratore i mesi da sei possono diventare sette se si astiene dal lavoro per un periodo di non meno di tre mesi, sempre in modo frazionato o suddiviso;
  • per il genitore single il congedo è sempre di 10 mesi.

Se i genitori sono adottivi o affidatari le modalità e i tempi non cambiano, il periodo temporale per usufruire del congedo rimangono i 12 anni a partire dal momento di arrivo del bambino ma non oltre il compimento del 18° anno di età.

Congedo parentale

Genitori in congedo parentale

Entro i primi sei anni del bambino il padre o la madre possono assentarsi per un totale di sei mesi ricevendo il 30% della paga media giornaliera, calcolata in base alla retribuzione del mese precedente a quello di inizio del congedo, dai sei anni e fino agli otto la retribuzione sarà sempre del 30% ma solo se il reddito del genitore è inferiore due volte e mezza dell’importo annuo minimo del trattamento pensionistico, mentre dagli otto anni fino ai dodici non verrà corrisposto nessun indennizzo.

Lavoratrici e lavoratori agricoli

Per i genitori che hanno un contratto a tempo determinato sono previste le stesse condizioni dei lavoratori dipendenti sopra indicate ma con queste specifiche caratteristiche:

  • se il congedo è chiesto entro il primo anno di vita devono aver effettuato 51 giornate di lavoro nell’anno precedente;
  • se il congedo viene chiesto successivamente al primo anno è necessario che siano iscritti negli elenchi agricoli e che le 51 giornate lavorative siano state fatte l’anno precedente, o nello stesso anno della richiesta e le giornate sono state fatte prima dell’inizio del congedo.

Lavoratrici e lavoratori iscritti alla gestione separata

I genitori iscritti alla gestione separata possono richiedere il congedo parentale, che per loro prevede un massimo di 3 mesi nel primo anno di vita, alle seguenti condizioni:

  • il rapporto di lavoro sia attivo nel periodo del congedo;
  • che siano iscritti alla gestione separata come professionisti o lavoratori a progetto e categorie simili e che non percepiscono alcuna pensione e iscritti a nessuna forma obbligatoria di previdenza;
  • abbiano almeno tre mesi di retribuzione.

L’indennità è pari al 30% di 1/365° del reddito percepito nei 12 mesi.

Lavoratrici autonome

Per le sole lavoratrici autonome (sono perciò esclusi i padri lavoratori autonomi) è previsto il congedo parentale per un massimo di tre mesi durante il primo anno di vita, o in caso di adozione entro il primo anno dall’entrata in famiglia, e che abbia versato i contributi del mese precedente a quello di inizio del congedo

Per loro l’indennità prevista è del 30% della retribuzione prevista per l’anno di inizio del congedo stesso.

Il congedo parentale a base oraria

Con la legge 228 del 24 dicembre 2012 è stata introdotta la possibilità di poter usufruire del periodo di congedo in base oraria anziché in giorni e prevedeva che le modalità di fruizione fossero lasciate alle contrattazioni collettive dei settori.

In seguito con il D.L. 80 del 15 giugno 2015 è stato stabilito che in assenza di di contrattazione, sia collettiva che a livello aziendale, che è possibile utilizzare il sistema orario nella misura della metà dell’orario medio giornaliero mensile di quello precedente all’inizio del congedo.

Per tutte le informazioni sulle modalità del sistema orario puoi scaricare il testo completo della circolare qui.

Rinuncia al congedo parentale

E’ possibile, in alternativa, chiedere al posto del congedo parentale la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a parziale con una riduzione d’orario non superiore al 50%.

Voucher baby sitting e asili nido

Fino al 2018 è previsto per le madri che, dopo la maternità obbligatoria, entro 11 mesi possono richiedere al posto del congedo parentale un voucher pari ad un massimo di 600 euro al mese per le spese di una baby sitter o di un asilo nido, per sei mesi se lavoratrice dipendente, per tre mesi se iscritte alla gestione separata o lavoratrici autonome.

Questo contributo viene pagato direttamente all’asilo nido o in via telematica alla baby sitter.

Per gli asili nido saranno riconosciute solamente quelle indicate nel sito Inps.

Se vuoi approfondire l’argomento puoi andare alla pagina dedicata dell’Inps.

Ti rimandiamo ad un eventuale aggiornamento di questo articolo nel corso del 2019 per l’eventuale proroga di questa misura.

Riposi giornalieri

Permessi giornalieri

Permessi giornalieri per i genitori

I genitori lavoratori hanno diritto ai riposi giornalieri per l’allattamento fino al compimento di un anno di vita di 2 ore al giorno se lavorano per più di sei ore giornaliere, e di 1 ora al giorno se l’orario lavorativo è inferiore.

Il padre lavoratore non potrà richiedere il permesso se la madre è assente dal lavoro per sospensioni di qualsiasi natura, ad esempio permessi non retribuiti, aspettativa ecc.

In questo caso l’indennità corrisponde all’intera retribuzione.

Come presentare le domande di congedo parentale

Le modalità di presentazione delle varie domande presentano alcune differenze, vediamole.

Domanda di congedo parentale

La domanda di congedo parentale va presentata all’Inps in via telematica tramite il servizio online se si è iscritti, tramite call center al numero verde gratuito 803164 da rete fissa se si è in possesso del Pin Inps, o al n. 06164164 a pagamento in base alla tua tariffa telefonica, o tramite un patronato.

Domanda di congedo parentale in base oraria

Va presentata sempre in via telematica tramite gli stessi canali del congedo parentale, tramite una specifica domanda.

Domanda per i riposi giornalieri

La domanda in questo caso va presentata per le madri direttamente al datore di lavoro senza comunicarlo all’Inps, mentre i padri dovranno presentarla ad entrambi.

Congedo parentale e legge 104

Se è stata fatta una richiesta per le agevolazioni previste dalla legge 104 in caso di disabilità del bambino, il congedo parentale può essere prolungato, per cui ti invito, in questo caso a leggere il nostro articolo Legge 104, guida completa e agevolazioni.

Per ogni ulteriore informazione e/o richiesta puoi scriverci nello spazio per i commenti che trovi in fondo a questa pagina, alle nostre mail che trovi nella pagina contatti, direttamente all’Inps o presso un patronato.

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