Decreto ingiuntivo: tutto quello che c’è da sapere

Decreto ingiuntivo: tutto quello che c’è da sapere

Il decreto ingiuntivo è, in breve, uno strumento che permette ad un creditore di agire in modo rapido al recupero di crediti nei confronti di un terzo, ed in questo articolo vedremo tutti i suoi aspetti nel dettaglio.

Cos’è il decreto ingiuntivo

Come abbiamo già accennato il decreto ingiuntivo, regolato dall’articolo 633 del Codice di procedura civile, è un provvedimento giudiziale, emesso da un giudice, e, come dice il nome stesso ingiunge il pagamento in denaro, o in beni, di quanto dovuto ad un creditore.

Il creditore per ottenerlo dovrà presentare al giudice prove certe e documentate del credito che vanta, che possono essere, ad esempio fatture, contratti, cambiali, bollette ecc., che non siano pagate nei tempi pattuiti, ed inoltre può essere chiesto anche per stipendi non ricevuti e leasing non pagati.

Una volta in possesso del decreto ingiuntivo si potrà così agire con una esecuzione forzata e farsi pagare dal debitore o pignorare le sue proprietà.

Immagine di una bilancia che rappresenta la giustizia
Come richiedere un decreto ingiuntivo

Caratteristiche del credito per richiedere il decreto ingiuntivo

Un credito per poter essere accettato dal giudice ed emettere il decreto ingiuntivo deve rispettare alcuni aspetti fondamentali:

  • l’importo deve essere quantificato in modo preciso;
  • deve essere documentato per iscritto;
  • deve essere ancora esigibile, ovvero non scaduto nei termini utili per il suo recupero.

Dove presentare la richiesta di emissione del decreto ingiuntivo

A seconda dell’importo da recuperare si può ricorrere al Giudice di Pace o al Tribunale.

Ci si può rivolgere al Giudice di Pace per importi fino a 5.000,00 euro e se il credito è fino a 1.100 euro ci si può presentare anche da soli, ma se l’importo è più alto sarà necessario farsi rappresentare da un avvocato.

L’importo sale a 20.000 euro se si tratta di richiesta di rimborsi per danni causati da circolazione di veicoli.

Al superamento di tali limiti ci si dovrà rivolgere al Tribunale, sempre con l’assistenza di un legale.

Come procedere dopo aver ottenuto il decreto ingiuntivo

A seconda del tipo di titolo di credito e della decisione del Giudice si agisce in modo differente.

Una volta emesso dal Giudice il decreto dovrà essere notificato al debitore a cura del creditore o del suo legale, entro 60 giorni, pena la sua decadenza.

Il debitore a quel punto avrà 40 giorni di tempo, salvo diversa disposizione del Giudice, per presentare opposizione al decreto ed andare in giudizio.

Se il credito è derivante da assegni, cambiali, atto pubblico o scrittura autenticata il giudice potrebbe concedere l’esecuzione provvisoria, con la quale il creditore può agire immediatamente, senza così dover attendere i tempi per l’opposizione prevista negli altri casi.

L’esecuzione provvisoria può essere emessa dal Giudice anche nel caso in cui ci sia un documento del debitore che riconosce il debito,

Opposizione al decreto ingiuntivo

Il debitore può presentare, se ritiene ingiusta o errata la richiesta, opposizione al decreto ingiuntivo allo stesso Giudice che lo ha emesso.

E’ bene sapere che fare opposizione vuol dire attivare una causa vera e propria, con ulteriore aggravio di costi nel caso venga respinto, ed è ovvio quindi farlo solo se si è certi di poter vincere.

Atto di precetto

Superati i termini senza che il debitore abbia presentato ricorso o pagato quanto richiesto, si deve, obbligatoriamente, con il precetto, concedergli ulteriori 10 giorni per pagare il suo debito.

L’atto di precetto è una comunicazione scritta con cui si avvisa il debitore che passato il termine dei 10 giorni dalla sua notifica si passerà all’esecuzione forzata per recupero di quanto dovuto.

Va comunque data possibilità, tramite comunicazione sull’atto di precetto, al debitore di poter arrivare ad un accordo con il creditore attraverso un “organismo di composizione della crisi” o di un professionista nominato da un Giudice per un eventuale piano di risanamento.

A tale proposito vi rimandiamo alla lettura del nostro articolo sul sovraindebitamento ed esdebitazione dove illustriamo queste procedure.

Esecuzione forzata del decreto ingiuntivo

Una volta scaduti tutti i termini e le eventuali procedure previste senza aver ottenuto quanto richiesto si può passare all’esecuzione forzata.

Per agire in tal senso ci si dovrà rivolgere ad un ufficiale giudiziario che potrà pignorare i beni del debitore, siano essi conti correnti, beni mobili o quant’altro.

Nel caso le somme recuperate, sia in contanti che dalla eventuale vendita di beni materiali pignorati, non siano sufficienti a coprire l’intera somma dovuta, il debitore verrà dichiarato fallito.

Costi del decreto ingiuntivo

Oltre alle eventuali spese di parcella nel caso si ricorra, o sia necessaria, l’assistenza di un avvocato, si dovrà pagare il contributo unificato in base al valore della causa riportato in questa tabella, che per i decreti ingiuntivi va ridotto del 50%:

IMPORTO DELLA CAUSACONTRIBUTO
fino a 1.100,00 euro43,00 euro
oltre 1.100,00 e fino a 5.200,00 euro98,00 euro
oltre 5.200,00 e fino a 26.000,00 euro237,00 euro
oltre 26.000,00 e fino a 52.000,00 euro518,00 euro
oltre 52.000,00 e fino a 260.000,00 euro759,00 euro
oltre 260.000,00 e fino a 520.000,00 euro1.214,00 euro
oltre 520.000,00 euro1.686,00 euro

Tale importo, comprensivo di tutte le altre spese sostenute come la parcella dell’avvocato, marche da bollo, interessi legali ecc. saranno richieste al debitore unitamente a quanto dovuto del debito originario.

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