Impresa sostenibile: cos’è e come funziona

L’impresa sostenibile? Secondo molti esperti, sarà l’unica forma imprenditoriale a resistere nel prossimo futuro, e capirlo non è certo difficile. In tema di responsabilità sociale d’impresa, la sostenibilità, intesa come contenimento del proprio impatto ambientale, rispetto dei diritti dei lavoratori e trasparenza nella governance sono non solamente delle buone prassi, quanto dei fattori di competitività di cui difficilmente si potrà fare a meno. A sostenerlo è, peraltro, anche una recente indagine condotta da GfkEurisko, secondo cui oltre un terzo degli acquirenti  ritiene che la sostenibilità sia un fattore decisivo almeno quanto la qualità e il prezzo dei prodotti.

Cos’è l’azienda sostenibile

Prima di procedere oltre, non possiamo che cercare di sgombrare il panorama dai dubbi. Ovvero, che cos’è l’azienda sostenibile?

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Guida all’impresa sotenibile: caratteristiche principali

Per azienda sostenibile possiamo innanzitutto intendere una realtà che sia attenta e motivata da principi etici, che redistribuisce una parte del valore generato sotto forma di beneficienza, e più in generale se l’azienda è in grado di assicurare una posizione di business competitiva con ritorni stabili nel tempo, garantendo:

  • la condivisione di un valore con tutti gli stakeholders (i portatori di interesse dell’impresa, come azionisti, dipendenti, consumatori, ecc.) in modo duraturo nel tempo;
  • la misurazione delle decisioni di business analizzando gli impatti economici e non economici che esse determinano;
  • la comunicazione degli impatti di sostenibilità delle decisioni per ogni stakeholders.

I criteri del MBS Consulting per un’azienda sostenibile

Se si desidera scendere ancora più in profondità  schematica, possiamo sostenere che un’impresa è sostenibile se rispetta i requisiti che qualche tempo fa uno studio del MBS Consulting ebbe modo di riportare. Vediamoli insieme, pur rapidamente.

Visione di lungo termine. Uno dei requisiti più importanti dell’impresa sostenibile è la sua volontà di creare del valore nel medio lungo periodo, evitando di ricorrere a scorciatoie di brevissimo termine. L’intento è chiaro: l’impresa che punta su un obiettivo di brevissimo termine generalmente “lavora” per i suoi azionisti (cioè, per la massimizzazione del profitto e del dividendo), mentre la crescita sostenibile sarà più gradita ad altri stakeholders, come i dipendenti, i consumatori, i fornitori, le comunità locali.

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Informazioni sull’impresa sostenibile

Conoscenza degli stakeholders. L’impresa sostenibile conosce in maniera approfondita le esigenze di relazione degli stakeholders nei confronti dell’azienda. Per far ciò, dovrà attrezzarsi di sistemi gestionali in grado di monitorare le loro esigenze e le loro evoluzioni. In particolare, l’impresa sostenibile dovrà verificare la soddisfazione dei clienti, la competitività della propria valueproposition nei confronti dei distributori in termini di qualità dei prodotti e livello dei servizi, la qualità dei rapporti con i fornitori, il clima interno dei dipendenti, lo stato delle relazioni con le comunità locali e le istituzioni.

Soddisfazione degli stakeholders. Una volta conosciuto in maniera approfondita il gruppo di stakeholders di proprio riferimento, l’impresa dovrebbe dotarsi di adeguati obiettivi su questo tema, al fine di incrementare il livello di loro soddisfazione. Gli obiettivi dovrebbero diventare una parte fondamentale dei sistemi di pianificazione aziendale e, coerentemente con la visione di lungo periodo di cui abbiamo già detto, dovrebbero abbracciare un orizzonte pluriennale e comprendere parametri che possano mettere in relazione la soddisfazione degli stakeholders con le performance di business.

Considerare gli stakeholders nelle decisioni aziendali. Un concetto fondamentale per l’impresa sostenibile è che la creazione di valore nei confronti dei già rammentati portatori di interesse non deve essere misurata ex post, alla fine di un esercizio, per poter verificare come si è andati, bensì va trattata nella normale operatività. Ogni scelta aziendale deve quindi generalmente gestire un trade-off tra la massimizzazione dell’azionista (cioè una visione di breve periodo, spesso piuttosto spinta in termini di rischio) e l’equilibrio degli impatti verso la pluralità degli stakeholders (che è invece una visione di medio lungo periodo).  Per creare la giusta sinergia può dunque essere utile valutare l’inserimento nei business case aziendali della view di altri stakeholders, in maniera tale da valutare tutte le iniziative aziendali di maggiore importanza a 360 gradi.

Cultura interna. L’ultimo requisito che era stato individuato per poter qualificare correttamente l’impresa sostenibile è legato alla necessità di “fare cultura interna”, ossia di far comprendere a tutti i livelli aziendali della necessità  di generare valore per gli stakeholders. Tra l’altro, una parte centrale della cultura aziendale non potrà che essere il concetto di interfunzionalità e di corresponsabilità nella gestione e nell’impatto sugli stakeholders. Per questo genere di approccio, pertanto, i clienti non diventano esclusivamente una responsabilità dell’area vendita e dell’area marketing, ma di tutte le funzioni aziendali. Per lo stesso approccio, i fornitori non saranno di responsabilità solo dell’area acquisti, e i dipendenti non saranno una mera responsabilità del responsabile delle risorse umane.

E tu che cosa ne pensi? Secondo in che modo un’impresa può essere qualificata come sostenibile? E quali sono i requisiti che secondo te un’impresa dovrebbe necessariamente avere per poter essere considerata esattamente come tale?

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