Partita Iva agricoltura: tutte le informazioni utili

Vuoi avviare un progetto di lavoro in agricoltura e ti stai domandando cosa devi fare per l’apertura della partita IVA?

Vorresti sapere come funziona, quali sono i requisiti e quali gli adempimenti? Ebbene, ci complimentiamo con te: coltivare la terra e – più in generale – portare avanti un lavoro che sappia valorizzarla e sfruttarla in modo sostenibile, è un meritevole segno di attenzione per una serie di professioni che per troppo tempo sono state sottovalutate, ma che ora stanno ritornando prepotentemente di tendenza.

Proprio per questo motivo abbiamo voluto condividere con te un’interessante e completa guida all’apertura della partita Iva agricoltura, soffermandoci sul funzionamento, sui requisiti, sul regime di esonero e su tutto ciò che devi assolutamente sapere per partire con il piede giusto!

Non perdiamo dunque altro tempo, e iniziamo a capire come funziona il tuo nuovo status di imprenditore agricolo.

Chi è l’imprenditore agricolo

Senza dilungarci eccessivamente in nozioni codicistiche, possiamo ricordarti come la legge italiana definisca in modo molto chiaro l’imprenditore agricolo, definendolo come colui che esercita in modo professionale delle attività legate alla coltivazione della terra, all’allevamento o alla selvicoltura (cioè, allo sfruttamento del bosco).

Il fatto che ci riferiamo alla professionalità del tuo lavoro dovrebbe portarti a una riflessione abbastanza intuitiva: non sei imprenditore agricolo se coltivi per hobby il giardino dietro casa, ma diventi imprenditore agricolo se sistematicamente sfrutti un terreno per poter coltivare della frutta e della verdura che poi vendi al mercato.

partita iva agricoltura

Informazioni utili sulla partita iva agricola

Chiarito ciò, per poter svolgere correttamente tale professione non potrai che munirti di una partita Iva agricola, da aprire con il codice ATECO 01, sottoforma di ditta individuale (se sei un imprenditore che lavora da solo) o di società di persone o di capitali (eventualmente anche in modo cooperativo) se invece ci sono più soci.

Quali sono i requisiti della partita Iva agricola

Non tutti gli imprenditori possono definirsi agricoli. A vario livello, infatti, il nostro ordinamento prevede alcuni requisiti che ti dovrebbero permettere di acquisire tale status a 360 gradi, beneficiando dei vantaggi (fiscali, e non solo) che la legge riconosce a chi è imprenditore agricolo.

Ad ogni modo, anche se le sfaccettature di tali requisiti sono numerose, tieni conto che l’imprenditore agricolo:

  • deve ottenere almeno il 50% del reddito complessivo dall’attività agricola. Questo significa che se sei imprenditore agricolo puoi anche svolgere altre attività connesse, a patto che il “core business” legato allo sfruttamento della terra sia pari ad almeno il 50% del valore della tua produzione. Per intenderci, se contemporaneamente scegli di aprire un agriturismo, i ricavi dell’agriturismo non devono superare quelli dell’attività agricola;
  • nella ragione sociale / denominazione della propria azienda dovrà indicare anche la dicitura “società agricola” o, se si tratta di ditta individuale, “azienda agricola”. In questo modo la tua attività sarà ben distinta da altre forme (es. commerciali) di attività d’impresa;
  • deve possedere le competenze e le capacità tecniche per poter portare avanti un’attività agricola, e deve dedicare almeno il 50% del proprio tempo a questa professione. Nel caso di società agricola, almeno uno dei soci deve poter garantire questi requisiti.

Ma per quale motivo la legge prevede requisiti così stringenti per gli imprenditori agricoli?

I benefici della partita Iva agricoltura

Uno dei motivi (per alcuni, IL motivo!) per cui l’imprenditore agricolo viene disciplinato in maniera così specifica, è legato al fatto che a lui sono ricollegabili alcuni benefici e vantaggi di natura fiscale.

Il primo benefit di cui vogliamo parlarti è dato dalla possibilità  di poter aderire al regime fiscale di esonero, ovvero un particolare regime che viene dedicato agli imprenditori agricoli che non abbiano un fatturato annuo superiore a 7.000 euro e abbiano il loro ricavo costituito per almeno 2/3 dalla vendita di prodotti agricoli e ittici.

partita iva agricola

Vantaggi della partita iva agricola

I vantaggi di questo regime sono ben evidenti: l’imprenditore non sarà obbligato a emettere fatture e non sarà obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi!

Insomma, in altri termini, l’imprenditore agricolo con un giro d’affari molto contenuto potrà ottenere un esonero da quasi tutti gli obblighi contabili e dichiarativi. Quasi tutti, appunto: dovrà comunque conservare le fatture di acquisto, le autofatture, le bollette doganali e tutti gli altri documenti di spesa.

Un piccolo sacrificio per poter ottenere comunque dei vantaggi sostanziosi a fronte di un limite di fatturato piuttosto basso che potrebbe però dare una mano concreta ai neo imprenditori agricoli in fase di startup.

E se si superano questi requisiti? La maggior parte degli imprenditori agricoli – come potrai facilmente notare – supera il limite dei 7.000 euro: per loro non rimane altro che ricorrere al regime semplificato o ordinario, a seconda delle caratteristiche della loro attività. Nel caso di regime semplificato, i vantaggi sono comunque abbastanza evidenti: non bisognerà calcolare l’Iva sugli acquisti, e i contributi INPS da versare ogni anno saranno pari a 1.500 euro.

Come aprire una partita Iva agricoltura

Ma come puoi aprire una partita Iva agricoltura e iniziare fin da subito la tua attività di lavoro a contatto con la terra?

I requisiti sono abbastanza pochi, e la procedura è piuttosto semplice.

Per quanto riguarda i primi, tutto ciò che ti servirà è un documento di identità in corso di validità, un codice fiscale e un titolo di possesso del terreno – nel caso in tu decida o sia nella posizione di usare un terreno di tua proprietà.

Munito di questi documenti, non dovrai far altro che presentarli – unitamente ad apposita domanda che puoi scaricare sul sito internet agenziaentrate.gov.it– direttamente presso la sede più vicina dell’Agenzia delle Entrate. Così facendo non andrai incontro a nessun tipo di costo e, in breve tempo, otterrai il documento di apertura della partita Iva. Con tale documento dovrai poi andare all’INPS, e aprire la relativa posizione contributiva (ovvero, quella nella quale periodicamente dovrai versare i contributi maturati).

In alternativa a questa procedura autonoma, potresti scegliere di rivolgerti alla sede più prossima di Coldiretti, la più nota associazione di coltivatori diretti in Italia.

Negli uffici dell’associazione troverai probabilmente qualcuno che ti guiderà passo dopo passo nella compilazione della richiesta di apertura della partita Iva e della posizione INPS, oppure potresti anche richiedere direttamente ai consulenti Coldiretti di procedere al posto tuo, dietro pagamento di una commissione comunque piuttosto limitata (inferiore ai 30 euro) che ti permetterà di risparmiare tempo e fatica, e di metterti al riparo da potenziali errori che potresti commettere nella compilazione della domanda o nella presentazione integrale dei documenti richiesti.

Un’altra alternativa piuttosto comoda, che ti eviterà di doverti recare di persona sia all’Agenzia delle Entrate che all’INPS, è ricorrere al portale ComUnica della Camera di Commercio, con il quale potrai effettuare entrambe le iscrizioni con una sola procedura.

Naturalmente, rimane ferma la possibilità che tu ricorra alla consulenza del tuo commercialista o di altro consulente, il quale potrà compilare e presentare la domanda al posto tuo. In questo caso ti verrà generalmente richiesto di compilare un mandato per l’effettuazione di tale operazione, e potrebbero essere percepiti dei costi legati a tale operazione da parte del professionista.

Gli adempimenti della partita Iva agricoltura

Una volta che hai aperto la partita Iva e hai regolarizzato la posizione contributiva e previdenziale, puoi senza indugio avviare la tua attività di lavoro. Non dimenticarti, però, degli adempimenti da seguire!

In qualità di soggetto IVA sarai infatti obbligato a tenere con attenzione il registro Iva degli acquisti, il registro Iva delle fatture emesse e il registro Iva dei corrispettivi (quest’ultimo, valido per chi effettua vendite al minuto).

Rimane inteso che se invece fai parte degli imprenditori che possono usufruire del regime di esonero (vedi sopra), potrai evitare la tenuta dei suddetti registri.

Imprenditore agricolo come secondo lavoro: è possibile?

Prima di lasciarci con qualche conclusione, vogliamo chiarire un tema piuttosto ricorrente: è possibile fare l’imprenditore agricolo se si svolge già un lavoro da dipendente?

La risposta è tendenzialmente positiva, ma bisogna fare qualche distinguo. Innanzitutto, ricorda che se sei un imprenditore agricolo che agisce come ditta individuale, non potrai che destinare a questa professione la maggior parte del tuo tempo e, dunque, dovresti probabilmente andare a ridurre il numero di ore di lavoro della tua prima professione (part-time?).

In secondo luogo, molto cambia a seconda del tuo status di dipendente privato o dipendente pubblico.

Se infatti sei un dipendente presso un’azienda privata, in linea di massima non dovresti avere alcun problema di incompatibilità tra il tuo lavoro e quello di imprenditore agricolo, se i settori di attività della tua azienda non hanno niente a che vedere con l’agricoltura, l’allevamento e la silvicoltura.

In ogni caso, per evitare sgradite sorprese, consulta sempre il contratto di lavoro e – in caso di dubbi – domanda esplicitamente al tuo datore di lavoro se esistono delle incompatibilità di contratto o di regolamento.

Di contro, i dipendenti pubblici non possono avere più impieghi, poiché devono dedicarsi esclusivamente al proprio lavoro principale. L’unica eccezione è rappresentata dalla possibilità di poter ottenere una specifica autorizzazione da parte della propria amministrazione pubblica di riferimento, nel caso in cui si ricopra una posizione di lavoratore part-time.

Chiusura della partita Iva agricoltura

Per quanto infine riguarda la chiusura della partita Iva agricoltura, la strada è simile a quella che hai già avuto modo di apprezzare per quanto concerne l’apertura della posizione Iva, considerando che potrai fare tutto via internet da casa con il portale ComUnica, andando all’Agenzia delle Entrate o usufruendo i servizi della Coldiretti o del tuo commercialista.

Ricordiamo che la chiusura della partita Iva agricoltura è completamente gratuita, e che deve essere effettuata entro 30 giorni dalla cessazione dell’attività. In caso contrario, corri il rischio che l’Agenzia delle Entrate chiuda d’ufficio la partita Iva e ti applichi una sanzione.

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