Ravvedimento operoso: la nostra guida completa

Ravvedimento operoso: la nostra guida completa

Il ravvedimento operoso, introdotto con con il decreto legislativo 472 del 1997, permette a tutti i contribuenti di regolarizzare eventuali errori, mancate dichiarazioni dei redditi, omissioni e pagamenti incompleti dei tributi, relativi all’Agenzia delle entrate, in modo agevolato.

Possiamo quindi considerarlo un utile strumento per rimettersi in regola con il fisco evitando in questo modo le pesanti sanzioni previste.

Nel corso degli anni è stato modificato e in questo articolo riportiamo quanto attualmente previsto e stabilito.

In quali casi si può aderire al ravvedimento operoso

E’ possibile accedere alle agevolazione del ravvedimento operoso solamente se non è ancora stato effettuata una notifica di atti di liquidazione e di accertamento, comprese anche le procedure di comunicazione derivate da controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni, e in ogni caso il ravvedimento non esclude altri atti di controllo e di accertamento.

Per ulteriori informazioni sulle notifiche di atti di liquidazione e di accertamento che escludono la possibilità del ravvedimento possono essere consultati i pdf delle relative comunicazioni dell’art 36 bis dpr. 600/73 e art. 54 bis del Dpr n. 633/1972.

Aderire al ravvedimento operoso

Questo implica che sia il contribuente stesso ad ammettere di non essere in regola con qualche tributo o dichiarazioni dei redditi, ed è ancora possibile aderire in caso di avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

In pratica, per maggiore chiarezza, oltre a dichiarare spontaneamente quanto omesso ancora prima di qualsiasi notifica, si può effettuare il ravvedimento anche in questi casi:

  • sono iniziate verifiche, accessi o ispezioni;
  • notifiche a comparire;
  • richiesta di documenti;
  • notificazione di violazioni.

Vantaggi del ravvedimento operoso

Sanare le proprie pendenze con l’Agenzia delle Entrate tramite il ravvedimento operoso comporta pagare sanzioni ridotte oltre al tributo dovuto, parziale o totale, presentare comunicazioni o dichiarazioni omesse e versare gli interessi di mora in base al tasso legale.

Tempi e modalità del ravvedimento operoso

Tutte le pendenze andranno comunque pagate in un’unica soluzione e le relative sanzioni variano a seconda del periodo trascorso da quando doveva essere versato il tributo.

Le percentuali di calcolo della sanzione sono 5, a seconda dei giorni di ritardo rispetto alla data di scadenza originaria;

  • ravvedimento sprint – se il pagamento viene effettuato entro 14 giorni sanzione dello 0,1%;
  • ravvedimento breve – se il pagamento viene effettuato dal 15° al 30° giorno sanzione dell’1,5% ;
  • ravvedimento intermedio – se il pagamento viene effettuato entro 90 giorni sanzione dell’1,67% ;
  • ravvedimento lungo – se il pagamento viene effettuato entro l’anno sanzione del 3,75%;
  • ravvedimento lunghissimo – sanzione del 4,95 entro i due anni e del 5% se oltre.

Nel caso di omessa dichiarazione di redditi si dovrà pagare una sanzione variabile, a seconda del tipo, che varia dal 10 al 12% solamente se verrà presentata entro 90 giorni dalla data di scadenza.

Il ravvedimento lunghissimo è utilizzabile solo per i tributi amministrativi dell’Agenzia delle Entrate, escludendo così, ad esempio, i diritti annuali CCIAA, bolli auto, tributi comunali ecc.

Calcolo interessi legali

Gli interessi legali, che per il 2018 sono fissati allo 0,3% passeranno dal 2019 allo 0,8%.

Il calcolo è abbastanza semplice, ipotizziamo una somma da versare di 1.000 euro per il ravvedimento intermedio (90 giorni) relativo ad un tributo del 2018, in questo caso la formula sarà:
(0,3 X 1.000 X 90) / 36.500, che porterà ad un risultato di 0,74 euro.

In pratica abbiamo moltiplicato il tasso di interesse per l’importo dovuto e per i giorni trascorsi, diviso 36.500.

Come pagare il ravvedimento operoso

Il pagamento di tutte le somme va effettuato:

  • tramite il modello F24 per Iva, Irap, imposte sui redditi e sostitutive;
  • tramite il modello F24 Elide per sanzioni, interessi e tributi relativi a registrazioni di contratti di affitto e affitto di immobili;
  • tramite il modello F23 per imposte di registro e tributi indiretti.

Per il modello F24 Elide puoi anche consultare il nostro articolo: F24 editabile Elide semplificato: guida completa.

Per effettuare il calcolo di quanto si deve versare l’Agenzia delle Dogane mette a disposizione un foglio Excel scaricabile e le istruzioni in formato Pdf.

I codici tributo da indicare sui modelli F24 o F23 sono rintracciabili a questa pagina.

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