Reddito di Cittadinanza, Pensione e Quota 100: cosa prevede il decreto

Dopo un lungo iter è uscito il decreto riguardante tre argomenti di vasto interesse, il Reddito di Cittadinanza, la Pensione di Cittadinanza e Quota 100, in questo articolo vediamo in dettaglio cosa prevede e come funzioneranno, in attesa del passaggio in parlamento, dove potrebbe subire qualche modifica, e sarà nostra cura aggiornarvi con l’eventuale testo definitivo.

Reddito di Cittadinanza, cos’è e i suoi obiettivi

Immagine con il logo del Reddito di Cittadinanza
Logo del Reddito di Cittadinanza

Il Reddito di Cittadinanza è una misura destinata sia all’inserimento, o al reinserimento, nel mondo del lavoro, e ad aiutare economicamente i cittadini in condizioni di disagio, creando un sistema più efficace nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Il Reddito di Cittadinanza inoltre, diventa Pensione di Cittadinanza esclusivamente per quei nuclei familiari in cui uno o più soggetti hanno un’età di 67 o più anni.

Chi ha diritto al Reddito di Cittadinanza

Possono fare domanda per il Reddito di Cittadinanza chi ha:

  • un ISEE inferiore a 9.360 euro;
  • un patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, non superiore a 30.000 euro;
  • un patrimonio mobiliare/finanziario non superiore a 6.000 euro;
  • essere cittadini italiani, europei e avere la residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

L’importo del valore mobiliare aumenta di 2.000 euro per ogni componente del nucleo familiare oltre il primo fino al limite massimo di 10.000 euro, ed un ulteriore aumento di 1.000 euro per ogni figlio oltre il primo.

In caso di soggetti con disabilità nel nucleo familiare tali importi vengono aumentati di ulteriori 5.000 euro per ognuno.

Inoltre questo valore è importante ai fini del calcolo dell’importo del Reddito di Cittadinanza, come vedremo più avanti.

Nessun componente del nucleo familiare deve avere intestato:

  • autoveicoli immatricolati nei 6 mesi precedenti alla richiesta del Reddito di Cittadinanza,e comunque con una cilindrata fino a 1.600 cc;
  • motoveicoli immatricolati nei due anni precedenti e con cilindrata fino a 250 cc, esclusi i veicoli e motoveicoli destinati a persone con disabilità per cui sono previste agevolazioni fiscali;
  • imbarcazioni e navi da diporto.

Sono esclusi dalla richiesta anche i nuclei familiari dove ci sono disoccupati che abbiano dato le dimissioni volontarie per i 12 mesi successivi alla data delle stesse, se non per giusta causa.

Come presentare la domanda

La richiesta del Reddito di Cittadinanza è una procedura molto semplice, può essere fatta in via telematica tramite il sito ufficiale, che dovrebbe essere pronto entro i primi di marzo 2019, presso gli uffici postali o tramite un CAAF, ed in seguito sarà l’INPS ad accertare il possesso dei requisiti.

Quali benefici prevede

A seguito del parere favorevole dell’INPS, a partire dal mese seguente alla domanda verrà rilasciata, probabilmente da Poste Italiane, una carta prepagata, dove saranno accreditati gli importi riconosciuti, in base ai parametri indicati nella domanda, per un periodo non superiore a 18 mesi, ma rinnovabili.

La somma erogata si compone di due parti, una è l’integrazione del reddito familiare, mentre la seconda viene erogata in caso si è in affitto o si sta pagando un mutuo.

Per l’affitto il contributo massimo previsto è di 3.360 euro annuo (280 euro mese), per il mutuo di 1.800 euro sempre annui (150 euro mese).

La somma ad integrazione del reddito, che parte da 500 euro al mese, varia in base al numero dei componenti della famiglia moltiplicata per la scala di equivalenza.

La scala di equivalenza, che al massimo può arrivare a 2,1 viene calcolata cosi:

  • il richiedente è pari ad 1;
  • ogni familiare sopra i 18 anni è pari a 0,4;
  • ogni familiare sotto i 18 anni è pari a 0,2.

Facciamo qualche esempio pratico per capire meglio, laddove il reddito familiare dichiarato sia zero:

  • nucleo familiare composto da una sola persona che paga un affitto: 500 euro x scala di equivalenza, in questo caso 1, più contributo per affitto di 280 euro, totale erogato 780 euro mensili;
  • nucleo familiare composto da 2 adulti e due minorenni che pagano affitto: 500 euro x scala di equivalenza, in questo caso 1 + 0,4 + 0,2 + 0,2 che dà 1,8 e quindi (500 x 1,8) 900 euro più contributo per l’affitto di 280 euro – totale 1.180 euro mensili;
  • nucleo familiare composto da 2 adulti e un minorenne che pagano un mutuo: 500 euro x scala di equivalenza, in questo caso 1 + 0,4 + 0,4 che dà 1,8 e quindi (500 x 1,8) 900 euro più contributo per il mutuo di 150 euro – totale 1.050 euro mensili.

In caso di reddito familiare superiore a zero, esso verrà sottratto dai 500 euro al mese, fermo restando che, sempre che si sia in possesso dei requisti, il Reddito di Cittadinanza totale non sarà inferiore a 480 euro mensili.

E’ bene precisare che con la carta dove verrà accreditato l’importo non sarà possibile prelevare in contanti oltre 100 euro al mese, ed entro il fine mese andrà spesa l’intera somma a disposizione.

Obblighi derivanti dal percepimento del Reddito di Cittadinanza

Per continuare a percepire mensilmente la somma spettante, il decreto prevede dei precisi obblighi, e il primo passo sarà quello di sottoscrivere, da parte di tutti i maggiorenni che compongono il nucleo familiare che non lavorano e che non frequentano corsi di studio o corsi di formazione, il patto di lavoro e il patto di formazione.

Gli altri obblighi previsti dal decreto sono:

  • dare la disponibilità, per 8 ore settimanali, per progetti di pubblica utilità;
  • iscriversi presso il centro per l’impiego dando disponibilità immediata al lavoro;
  • attivarsi per almeno due ore al giorno nella ricerca di lavoro;
  • comunicare in maniera immediata qualsiasi variazione di reddito.

Verranno poi fatte 3 proposte di lavoro e almeno una andrà accettata, pena la decadenza dal beneficio, in questa sequenza:

  • entro i primi 12 mesi la prima proposta sarà nel raggio di 100 Km dalla residenza, se viene rifiutata la seconda potrà essere entro 250 Km e se viene rifiutata anche questa la terza sarà in tutta Italia;
  • dal 12° mese la prima offerta potrà essere entro 250 Km, mentre la terza potrà essere in tutta Italia;
  • dal 18° mese in poi tutte le offerte di lavoro potranno essere su tutto il territorio italiano.

Se in famiglia ci sono persone disabili le offerte non andranno oltre i 250 Km.

I lavori proposti saranno comunque coerenti con le eventuali esperienze e conoscenze maturate, e se si ha bisogno di ulteriore formazione si verrà indirizzati verso Enti di formazione, Enti professionali o presso aziende.

Esclusioni e sanzioni

Si viene esclusi dal Reddito di Cittadinanza se:

  • viene rifiutata la terza proposta di lavoro;
  • non partecipa, senza validi motivi, alle iniziative formative;
  • non sottoscrive il patto per il lavoro o per l’inclusione sociale;
  • non aderisce ai progetti di pubblica utilità;
  • non aggiorna le autorità su variazioni del nucleo familiare.

E’ inoltre importante sapere che se si forniscono dati falsi si rischiano da 2 a 6 anni di prigione.

Incentivi al lavoro per chi assume o si mette in proprio

Il decreto prevede anche degli incentivi, sia per chi assume individui che percepiscono il Reddito di Cittadinanza, che per chi percependolo, vuole avviare una sua attività.

Per chi assume è previsto uno sgravio dei contributi tramite pari alla differenza tra 18 mensilità e il numero delle mensilità ricevute dal beneficiario.

Per capire meglio facciamo un semplice esempio, una ditta che assume una persona, esclusivamente a tempo indeterminato e a tempo pieno, e che non venga licenziato nei primi 24 mesi, salvo giusta causa, che al momento ha già percepito tre mesi di reddito a 780 euro al mese avrà uno sgravio di contributi pari a (18-3) x 780 euro = 11.700 euro.

Se invece si percepisce il Reddito di Cittadinanza ed entro i primi 12 mesi si avvia una sua impresa individuale o un lavoro autonomo riceverà un ulteriore contributo pari a 6 mensilità del reddito stesso.

Assegno di ricollocazione

L’assegno di ricollocazione verrà dato, entro e non oltre dicembre 2019, a chi ha stipulato il patto per il lavoro con il centro per l’impiego, e consiste in un voucher, della durata di sei mesi, da utilizzare per la formazione professionale.

L’importo varia in base alla possibilità di trovare un lavoro coerente al profilo del richiedente, in pratica meno è facile per lui trovare lavoro e più sarà alto l’importo.

La formazione andrà effettuata presso i centri per l’impiego, soggetti accreditati dalle politiche del lavoro o ANPAL, che riceveranno le somme solo nel caso venga poi trovato lavoro.

E’ previsto anche l’affiancamento di un tutor che seguirà e stabilirà i passi da seguire.

Pensione di Cittadinanza, a chi spetta e quanto

Altra misura prevista dal decreto è la Pensione di Cittadinanza e possono accedervi i pensionati che, secondo la definizione del decreto ed in base ad alcuni parametri, vivono sotto la soglia di povertà.

I requisiti necessari sono:

  • ISEE familiare inferiore a 9.360 euro annui;
  • patrimonio finanziario inferiore a 6.000 euro, innalzati a 8.000 se si è in coppia;
  • patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, non superiore a 30.000 euro;
  • il nucleo familiare deve essere composto solo da persone con oltre 67 anni;
  • ricevere una pensione minima, di reversibilità, assegno sociale o essere invalido civile.

Chi è in possesso di questi requisiti, vive da solo e ha una pensione inferiore a 780 euro riceverà un’integrazione fino ad arrivare a tale somma, mentre se si è in coppia si riceverà un’integrazione fino ad arrivare a 1.170 euro nel caso la somma delle due pensioni sia inferiore.

Mentre il Reddito di Cittadinanza è a termine, la Pensione di Cittadinanza è a vita, sempre che non ci siano variazioni delle condizioni economiche o patrimoniali necessarie al ricevimento, che comportano l’esclusione dalla misura.

Quota 100

Immagine del logo di Quota 100
Logo Quota 100

Per il periodo 2019-2021, in via sperimentale, viene introdotta la Quota 100, con cui sarà possibile andare in pensione avendo almeno 62 anni di età e 38 anni di versamenti per chi li ha maturati, e lavora nel settore privato, entro il 31 dicembre 2018 e potrà andare in pensione dal 1° aprile 2019, mentre i lavoratori del settore statale potranno andarci dal il 1° agosto 2019, e prevede l’esclusione, fino al 31 dicembre 2026, dell’adeguamento dell’età minima all’aspettativa di vita.

Da precisare che ci raggiungerà i requisiti entro il 31 dicembre 2021 potrà andare in pensione anche dopo tale data.

Nel decreto non si prevede nessuna penalità riguardo alle regole di calcolo dell’assegno, ovvero chi al 1995 aveva 18 anni di contributi vedrà calcolato il suo assegno con il sistema retributivo fino al 2011, mentre chi non li aveva lo vedrà calcolato con il sistema retributivo fino al 1995 e dal 1996 in poi con il sistema contributivo.

Non sono poi previste variazioni per la pensione anticipata e quella di vecchiaia.

Sono esclusi dalla Quota 100 tutti i lavoratori dei settori di sicurezza e soccorso pubblico, come ad esempio Forze Armate, Vigili del Fuoco, e Forze dell’Ordine, che hanno già requisiti più favorevoli.

Ai fini del raggiungimento dei 38 anni di contributi il decreto stabilisce che sono validi tutti i versamenti accreditati a qualsiasi titolo, ad esempio volontaria, da riscatto, obbligatoria e figurativa, compresi anche le contribuzioni miste e delle gestioni separate.

Pace contributiva: riscatto contributi

Un’altra misura prevista dalla Quota 100 è il recupero dei periodi, detta anche pace contributiva, non utili ai fini pensionistici, riservata ai quei lavoratori che alla data del 31 dicembre 1995 non avevano nessun versamento di contributi.

I periodi riscattabili saranno quelli antecedenti all’entrata in vigore del decreto, e dovranno essere tra il primo e l’ultimo versamento contributivo effettuati per un massimo di 5 anni, ed il costo del riscatto non è variato rispetto a quanto previsto dalla normativa precedente.

Tale costo dovrà essere versato o in 60 rate mensili senza interessi o un un’unica soluzione, ed è possibile portarne in detrazione ai fini fiscali il 50% dilazionato in cinque anni.

Per il riscatto della laurea sono previste, entro i 45 anni, delle condizioni agevolate.

Un’altra interessante novità introdotta dal decreto è la possibilità di effettuare il riscatto anche per la liquidazione, a favore di parenti e affini fino al secondo grado o di superstiti, della cosiddetta pensione indiretta.

Ricambio generazionale

Inoltre, per favorire il ricambio generazionale, il decreto prevede l’utilizzo dei Fondi di Solidarietà (per approfondimenti sui Fondi rimando ad una ricerca in rete), che comporta per chi lavora in categorie dove sono stati sottoscritti, una integrazione previdenziale per chi raggiungerebbe nei tre anni successivi i 62 anni richiesti, potendo così andare in pensione a 59 anni, a patto che la sottoscrizione preveda la contemporanea assunzione di nuovi lavoratori in sostituzione a tempo indeterminato.

Ape sociale

Nel decreto è previsto il meccanismo dell’Ape sociale, un’indennità sostitutiva che andrà dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2019, e durerà fino al raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione.

Occorrerà avere almeno 63 anni di età, e un totale di anni di contributi variabile, a seconda dei casi da 30 a 36, e per le lavoratrici c’è un bonus di un anno per ogni figlio, per un massimo di due.

Per ulteriori informazioni su Ape sociale puoi leggere il nostro articolo Pensioni anticipate, ecco alcune indicazioni.

Opzione Donna

L’Opzione Donna prevede che per le lavoratrici è possibile andare in pensione in anticipo avendo 35 anni di contributi, e 58 anni se si è dipendenti o 59 se si è autonome.

Il calcolo dell’assegno verrà fatto con il sistema contributivo e lo si riceverà dopo 12 mesi se è lavoratrici dipendenti, dopo 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Trattamento fine rapporto statali

Per i dipendenti statali c’è una gradevole sorpresa, il decreto stabilisce che potranno ricevere subito un anticipo del loro TFR fino a 30.000 euro, mentre in precedenza occorrevano circa 3 anni.

Per chi volesse leggere il testo integrale del decreto può scaricarlo da questo link de Il Sole 24 Ore.

Vi invitiamo infine a seguirci costantemente, appena il decreto sarà convertito in legge vi illustreremo se e quali modifiche saranno state apportate a questo importante decreto.

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