Responsabilità sociale d’impresa: guida definitiva

Negli ultimi anni è cresciuta in maniera costante l’attenzione nei confronti delle necessità e dei vantaggi di poter adottare un comportamento socialmente responsabile anche in ambito di impresa.

Un’attenzione che gli imprenditori hanno spesso elevato nel momento in cui gli stessi consumatori hanno iniziato a dimostrare particolare propensione a rapportarsi con imprese socialmente etiche, e che si è concretizzata nell’adozione di una serie di azioni orientate ad un contributo attivo allo sviluppo sostenibile.

Insomma, con il passare degli anni appare sempre più evidente che le prestazioni di un’impresa, in rapporto alla comunità in cui opera e all’impatto sull’ambiente, hanno finito con il diventare una componente critica nella misura delle sue prestazioni complessive, superando pertanto la stretta relazione che vede l’impresa avere come unica finalità quella del perseguimento di un profitto il più elevato possibile.

Cos’è la responsabilità sociale d’impresa

Prima di addentrarci in questo tema, non possiamo che cercare di definire che cosa si intende per responsabilità sociale d’impresa.

Sebbene su questo argomento siano state date numerose definizioni, possiamo sintetizzare i contenuti delle più autorevoli affermando che la responsabilità sociale d’impresa è la responsabilità da parte di un’organizzazione, per gli impatti delle proprie decisioni e delle sue attività sulla società e sull’ambiente, mediante un comportamento etico e trasparente che possa contribuire allo sviluppo sostenibile, tenere conto delle aspettative di tutti i principali stakeholders e mantenga una piena conformità con le leggi e le norme internazionali di comportamento, integrando tali condotte in tutta l’organizzazione.

L’accountability nella responsabilità sociale d’impresa

Come abbiamo avuto modo di interpretare brevemente nella definizione di corporate social responsability ( CSR ), numerosi sono i requisiti dell’impresa che voglia definirsi socialmente responsabile.

Sebbene non sia certo possibile riassumerli tutti integralmente, possiamo cercare di compiere qualche sintesi cominciando dai più importanti e, soprattutto, dal principio dell’accountability, ovvero della responsabilità di “render conto”. Che significa?

Il principio invita le imprese ad essere responsabili di render conto del proprio operato e del proprio impatto su società, economica e ambiente. Dunque, la responsabilità implica per il management dell’azienda la necessità di rispondere a coloro che hanno vari interessi di controllo sull’organizzazione (gli stakeholders), rendendo conto pubblicamente dell’impatto delle proprie decisioni e delle proprie attività.

Naturalmente, tale responsabilità di “render conto” implica che l’impresa si faccia attivamente carico delle responsabilità nell’ipotesi di azioni scorrette, adottando dunque quelle misure opportune per porvi rimedio, e adottando altresì delle azioni che abbiano l’obiettivo di impedirne la reiterazione.

La trasparenza nella CSR

CSR trasparente

Trasparenza della CSR

Un altro principio fondamentale nella responsabilità sociale d’impresa, del quale vogliamo rapidamente condividere qualche concetto, è quello della trasparenza.

Come intuibile, l’impresa che voglia dirsi socialmente responsabile deve essere trasparente nelle proprie decisioni e nelle attività che abbiano un impatto sulla società e sull’ambiente.

Quanto sopra significa che l’impresa dovrebbe divulgare in maniera chiara, approfondita e completa quali sono le sue politiche, le sue decisioni e le attività per le quali è responsabile, pubblicando pertanto quelle informazioni legate a scopo e natura delle attività, soggetti responsabili, processi decisionali, fondi utilizzati e tutto ciò che può contribuire a migliorare il livello di trasparenza della strategia e della politica operativa d’azienda.

Il comportamento etico delle imprese

L’impresa socialmente responsabile non può che comportarsi in modo etico. Ma che cosa vuol dire assumere un comportamento etico?

Anche in questo caso, come tutti i principi che stiamo affrontando in questo nostro approfondimento, non possiamo che trovarci dinanzi a un contesto molto ricco di sfaccettature e difficilmente riassumibile.

Possiamo tuttavia provare a definire il comportamento di un’organizzazione come etico se questo si basa su valori come l’onestà, l’integrità e l’equità. Valori che implicano  delle attenzioni costanti per le persone, per gli animali, per l’ambiente e per tutto ciò che può essere in qualche modo impattato dalle scelte aziendali.

approfondimento sull'impresa etica

Comportamento etico d’impresa

Di qui, una sorta di “linea guida” per poter instaurare dei processi corretti e – appunto – etici.

Il comportamento etico prevede cioè che l’impresa inizi con l’identificare e dichiarare i propri principi e i propri valori fondamentali, sviluppi e utilizzi delle strutture di governo che siano in grado di favorire la promozione di un comportamento etico all’interno dell’organizzazione, e nei suoi rapporti con gli altri, e ancora adotti e applichi delle norme di comportamento che non potranno che essere appropriate rispetto ai propri obiettivi.

Ancora, l’impresa che vuole adottare un comportamento etico non potrà che definire in maniera chiara – e comunicare – quali siano le norme che sono attese da tutti i livelli aziendali, prevenendo e eliminando conflitti di interesse e altri elementi che potrebbero stimolare comportamenti non etici. Dovrà ancora stabilire e mantenere dei meccanismi di supervisione e di controllo che possano monitorare, sostenere e far rispettare il comportamento etico.

Rispetto degli interessi degli stakeholders

Come noto, dagli anni ’70 dello scorso secolo in poi si è accentuato anche in Italia il concetto di impresa orientata agli stakeholders, e non più solamente agli shareholders.

In altre parole, l’impresa non opera più per il mero profitto (che rimane pur sempre un obiettivo fondamentale per la sua sostenibilità), quanto nel rispetto degli interessi di una serie di parti che non sono legati esclusivamente al mondo degli azionisti, ma finiscono con il ricomprendere i clienti, i dipendenti, i fornitori, gli ambientalisti, le comunità locali e tutti coloro che possono essere in qualche modo direttamente o interessati alle sorti dell’azienda e – soprattutto – all’impatto delle sue azioni nei confronti delle società.

Dunque, l’impresa che vuole dichiararsi socialmente responsabile non potrà che rispettare gli interessi di tutte le principali parti interessate. Ma come può fare?

L’organizzazione dovrebbe innanzitutto identificare i propri stakeholders, riconoscere e avere una considerazione elevata per gli interessi di costoro, e rispondere attivamente alle preoccupazioni che dovessero manifestare. Dovrebbe altresì riconoscere non solamente che alcuni stakeholders potrebbero esercitare dei diritti legali, quanto anche che potrebbero influire i modo significativo sulle attività dell’organizzazione.

Dunque, l’impresa socialmente responsabile dovrà valutare e dovrà tenere conto della capacità relativa degli stakeholders di prendere contatto, di coinvolgere e di influenzare l’organizzazione.

La legalità nella CSR

Tra gli altri principi fondamentali di un’impresa che adotta un rigore nei confronti della responsabilità sociale non può che esserci anche il rispetto della legalità.

Tale principio è, a ben vedere, uno dei più intuibili: rispettare la legalità significa rispettare le leggi e, più in generale, l’idea che nessun individuo – e tanto meno nessuna organizzazione imprenditoriale – può dirsi al di sopra delle leggi.

Dunque, l’impresa che è socialmente responsabile è un’impresa pienamente rispettosa di leggi e regolamenti, e che si fa parte attiva affinché tale quadro normativo sia applicato e adempiuto nella comunità nella quale opera.

L’evoluzione della responsabilità sociale d’impresa

Fin qui abbiamo avuto modo di vedere e di comprendere quali siano la definizione e i principi più importanti della responsabilità sociale d’impresa. Ma come si è evoluto questo tema, fino a noi?

Riassumendo alcuni spunti che sopra abbiamo avuto modo di esporre, possiamo congruamente sottolineare come la caratteristica più rilevante della responsabilità sociale sia la volontà di un’organizzazione imprenditoriale di incorporare all’interno del proprio processo decisionale le considerazioni sociali e ambientali, e l’impegno di rendere conto alla comunità quale sia l’impatto delle proprie decisioni e delle proprie attività.

evoluzione csr

Evoluzione responsabilità sociale d’impresa

Quanto sopra non può che implicare la necessità che l’impresa adotti un comportamento etico e trasparente, contribuisca allo sviluppo sostenibile e tenga conto degli interessi delle proprie parti interessate, oltre che, come abbiamo commentato negli scorsi paragrafi, agisca in pieno accordo con le leggi e le norme nazionali e internazionali.

Ora, questo quadro sopra rammentato ha subito nel corso degli ultimi decenni una graduale evoluzione evidentemente favorita dall’insorgenza e dallo sviluppo di numerosi fattori.

La globalizzazione, una maggiore facilità alla mobilità, la crescente disponibilità di informazioni grazie alla rete, hanno condotto individui e imprese in una situazione nella quale è molto più facile essere a conoscenza delle decisioni e delle attività delle imprese a noi più vicine, o di quelle più lontane.

Questa circolazione continua di informazioni ha permesso alle imprese di poter apprendere nuovi dati per poter offrire delle soluzioni (prodotti, servizi) più in linea con le esigenze della clientela attuale e potenziale, ma ha di contro esposto le stesse organizzazioni a essere oggetto di controlli da parte dei consumatori e degli altri  stakeholders.

Dunque, la natura globale di alcuni elementi ambientali e di salute (su tutti, il fatto che le imprese siano tra le principali inquinatrici a livello mondiale), il riconoscimento della responsabilità degli imprenditori nel poter contrastare la povertà, l’interdipendenza crescente tra la finanza e l’economia e tanti altri elementi che sono sorti nel corso dell’ultimo mezzo secolo, hanno fatto sì che la responsabilità sociale d’impresa non sia solamente un valore aggiunto per quelle imprese che decidano di adottare tale atteggiamento, ma sia oramai un requisito obbligatorio in ogni impresa che guarda al futuro.

Responsabilità sociale d’impresa e dimensione aziendale

Nel corso degli anni si sono moltiplicati gli studi che hanno cercato di comprendere in che modo la responsabilità sociale d’impresa potesse impattare sulle caratteristiche operative delle imprese.

Ebbene, una delle relazioni più assodate riguarda sicuramente l’orientamento delle imprese verso la responsabilità sociale e l’influsso delle dimensioni aziendali, tanto che – generalmente – maggiori sono le seconde e maggiore è anche il primo.

dimensione aziendale responsabilità sociale d'impresa

Dimensione aziendale e CSR

Per esempio, tra i numerosi spunti di interesse di tali ricerche, è emerso che le iniziative in favore della comunità nella quale l’impresa opera (si pensi alle donazioni o alle sponsorizzazioni) sono maggiori in relazione alla dimensione, divenendo quasi assenti per imprese piccoli e minori, e che nelle relazioni con i clienti e con i fornitori sono le grandi imprese a richiedere più frequentemente degli attestati e dei certificati (il doppio rispetto a quanto fanno le imprese minori).

Ancora, è emerso che per quanto concerne i programmi a tutela dell’ambiente la crescita legata alla dimensioni è praticamente esponenziale, così come sono le imprese di grandi dimensioni a offrire in maggiore prevalenza nei confronti del proprio personale dei programmi di assistenza sanitaria o benefici per il tempo libero.

I settori economici e la responsabilità sociale di impresa

Ora che abbiamo compreso che generalmente sono le imprese più grandi quelle più attente ai valori della responsabilità sociale d’impresa (ma guai a compiere generalizzazioni!) possiamo anche compiere un altro passo in avanti e cercare di capire quali siano le relazioni tra la CSR e i settori economici. Ovvero: ci sono dei settori più attenti di altri ai temi socialmente responsabili?

I dati raccolti nel corso degli ultimi studi ci comunicano che le imprese che appartengono ai settori dell’agroalimentare, delle costruzioni, del manifatturiero e delle ICT sono generalmente più sensibili ai problemi ecologici relazionati ai processi di trasformazione e alla vita del prodotto, mentre le imprese del settore del commercio e del turismo sono più attente alla certificazione ecologica dei propri prodotti e dei propri servizi.

Emerge anche come la rilevanza del fattore reputazionale sia maggiore per le imprese che producono beni di largo consumo o che erogano servizi in cui il contatto con la clientela ha molta importanza. È per questo che il fattore reputazionale indotto dalla CSR è maggiore nelle imprese dei settori del commercio, del turismo, del credito, delle assicurazioni e dei servizi alle imprese.

Si tenga anche conto che le imprese che fanno parte del settore del credito e delle assicurazioni sono quelle più attive nei confronti delle partnership con la comunità, tanto che più di un terzo erogano donazioni monetarie e quasi metà sponsorizzano eventi di interesse sociale.

CSR e regioni italiane

Passiamo dunque a comprendere quali siano le aree d’Italia maggiormente attente a questo tema. Generalizzare non è facile, e dunque non possiamo che ricordare come molto dipenda dalle singole iniziative poste in essere.

Per esempio, quando si parla di iniziative in favore del personale, le imprese più attive appartengono alle regioni di Lombardia, Lazio, Emilia Romagna. Per quanto attiene il contesto socio-culturale, i valori sopra la media si trovano ancora in Lombardia e nel Nord Est, anche se un buon livello di applicazione è presente anche nelle aziende del Lazio, mentre per quanto attiene il contesto giuridico – istituzionale, non mancano le eccellenze nel Centro Italia.

In linea di massima, la relazione tra territorialità e CSR non sembra essere così forte come quella legata alla dimensione e ai settori di appartenenza delle aziende.

La responsabilità sociale d’impresa nelle PMI

Giungiamo dunque a qualche riflessione finale. Conviene la responsabilità sociale d’impresa? Che opinioni possiamo dare alla responsabilità sociale d’impresa nelle PMI?

Da quanto sopra abbiamo visto come la CSR sia meno diffusa nelle piccole e medie imprese, e come l’attenzione nei confronti di questo tema sia sicuramente maggiore nei confronti delle grandi imprese.

Tutto ciò non deve naturalmente essere preda di generalizzazioni, né deve portare le piccole e medie imprese a potersi disinteressare di questo tema.

Di fatti, un comportamento socialmente responsabile è uno dei requisiti che generalmente gli investitori interessati a impiegare i propri fondi nella PMI ricercano e indagano, visto e considerato che nessuno, oramai, vuole investire soldi dove il rischio e dove l’opacità sono troppo alti.

PMI e responsabilità sociale

PMI e responsabilità sociale d’impresa

In aggiunta a ciò, non possiamo che ricordare come i clienti e i consumatori  siano sempre più attenti alle problematiche ambientali e al rispetto dei diritti umani, e tutto questo rende molto più probabile che finiranno con il rivolgersi a società che si dimostrano sensibili a questi argomenti, e che magari pongono in essere delle iniziative specifiche su tali temi.

Ancora, ricordiamo come un ruolo fondamentale è oramai giocato dai social media, che amplificano in misura notevole la comunicazione dei brand e possono contribuire in modo decisivo alla costruzione di una migliore o peggiore reputazione.

In tutto ciò, non possiamo dunque che concludere affermando come le politiche che adottano comportamenti di responsabilità sociale d’impresa siano oramai necessari in tutte le imprese, piccole e grandi, ma che sarebbe comunque opportuno attendersi risultati sostenibili nel medio lungo termine.

Difficilmente, infatti, l’adozione di politiche di responsabilità sociale d’impresa può condurre risultati nel brevissimo termine, ma solamente un miglioramento notevole della forza del proprio brand nel tempo.

Ricordiamo altresì che nelle piccole e medie imprese spesso l’adozione di politiche di CSR sia implicita e non codificata, nel senso che non avviene mediante la piena condivisione di linee guida e principi, ma sulla base di comportamenti  spontanei o di prassi non scritte. In questo modo risulta anche più difficile misurare e rendicontare il fenomeno, con l’ovvio suggerimento che sarebbe opportuno invece cercare di adottare un vero e proprio documento di comportamento etico e socialmente sostenibile anche nelle piccole realtà. Inoltre, sottolineiamo come anche nelle piccole e medie imprese permangano forti differenze a seconda del settore di appartenenza.

A margine di tutto ciò, non possiamo che consigliare tutte le imprese ad adottare tali spunti, sempre più decisivi per poter qualificare correttamente una realtà imprenditoriale in un contesto evolutivo sempre più dinamico. Se ne era parlato qualche anno fa al convegno Dal Dire al Fare, ideato dall’Università Bocconi di Milano e, già allora, apparve chiaro quanto fosse importante rinnovare i propri sforzi nei confronti di questo tema. Un tema che oggi è divenuto preminente, e che dovrebbe essere pienamente inglobato in qualsiasi strategia aziendale  prima che diventi troppo tardi rimettersi alla pari con le best practice sul comparto, con il rischio di veder tagliata fuori la propria azienda da un mercato sempre più competitivo.

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