Spesso, purtroppo, a causa di congiunture, investimenti sbagliati, erronea e involontaria valutazione delle proprie capacità economiche personali e/o professionali, puoi incorrere in situazioni di vera difficoltà a mantenere gli impegni debitori presi, e ti ritrovi in una situazione da cui non sai come uscirne con meno “danni” possibili.

guida alla crisi da sovraindebitamento

Crisi da sovraindebitamento

Per fortuna, in molti, casi questa legge pensata per risolvere le crisi da sovraindebitamento ti viene in aiuto, e in questo articolo te ne parlo, cercando di essere il più chiaro ed esaustivo possibile, e data la materia ti chiedo di seguirmi con attenzione, e alla fine dell’articolo ti indicherò a chi potresti rivolgerti per avere consulenza e aiuto, in quanto ci sono aspetti e situazioni particolari che sarebbe difficile riportare in toto e rischierei di appesantire notevolmente la lettura.

Legge Sovraindebitamento: di che cosa si occupa e verso chi è indirizzata?

Vediamo cosa dice in merito la prima parte della comunicazione dell’11 novembre 2015 della Banca d’Italia:

Con Legge 27 gennaio 2012, n. 3 (come modificata dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni nella Legge 17 dicembre 2012, n. 221) è stata introdotta nel nostro ordinamento una disciplina organica per regolare la crisi “da sovraindebitamento” dei soggetti non fallibili (c.d. “insolvenza civile”).

Si tratta di procedure che hanno un ambito soggettivo di applicazione residuale rispetto alle tradizionali procedure concorsuali e riguardano:

  1. l’imprenditore non soggetto a fallimento in quanto “piccolo” imprenditore ai sensi dell’art. 1 della Legge Fallimentare, oppure perché imprenditore non commerciale;
  2. il debitore civile, ad esempio il professionista, anche organizzato in forma di associazione tra professionisti, non soggetto o assoggettabile a procedure concorsuali;
  3. il consumatore, ossia il debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale.

Per quanto attiene al presupposto oggettivo di accesso alla disciplina, la legge definisce il “sovraindebitamento” come “la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”.

guida sovraindebitamento

Sovraindebitamento: cos’è ?

Detto in parole più semplici se sei in una situazione di squilibrio tra i debiti e la tua capacità economica complessiva, che non ti permette di poter pagare tutto, sia impegni scaduti che a scadere, che il patrimonio potrebbe avere un valore superiore ai debiti ma non ti è possibile monetizzarlo in tempi adeguati, e che non puoi accedere ad altro credito su tutto ciò che è il patrimonio non liquido, puoi usufruirne.

La precedente normativa non includeva una vasta area di “soggetti” a cui era data possibilità di accedere ad un sistema di ristrutturazione dei debiti e sono quelle indicate nei punti a) b) e c) sopra citati, vediamoli meglio.

Cosa prevede la legge 3/2012: il dettaglio

Vediamo, nelle prossime righe, il dettaglio della legge 3 del gennaio 2012 – soggetti interessati, vantaggi e come funziona l’esdebitazione.

Soggetti interessati

I soggetti interessati, per fare ancora più chiarezza sono, esclusi tutti quelli previsti dalla Legge Fallimentare, i seguenti:

  • lavoratori autonomi e esercenti arti e professioni;
  • imprenditori commerciali che nei tre esercizi precedenti non abbiano avuto ricavi lordi superiori a 200.000 euro, avere alla data di richiesta di adesione a questa legge debiti inferiori a 500.000 euro compresi anche quelli ancora non scaduti e, sempre nei tre esercizi precedenti, non avere avuto un attivo patrimoniale superiore a 300.000 euro;
  • le start-up innovative, di cui ti parliamo anche in questo nostro articolo, Start Up Innovative, ovvero le società di capitali che, in via esclusiva o prevalente, svolgono commercializzazione, sviluppo, e produzione di servizi innovativi ad elevato contenuto tecnologico, entro i quattro anni dalla loro costituzione;
  • le persone fisiche, ovvero un qualsiasi cittadino, che ha contratto gli impegni solo ed esclusivamente per scopi che non hanno nulla a che vedere con eventuali attività professionali o imprenditoriali svolte. Elemento importante, qualora la tua posizione debitoria riguarda sia impegni personali che professionali, in quanto non è prevista tale situazione, viene applicato il comma specifico del decreto legge 179/2012 e in base a questo non puoi avvalertene;
  • gli eredi di imprenditori defunti, a patto che abbiano accettato con beneficio d’inventario l’eredità dopo un anno dalla morte dell’imprenditore, oppure nei casi di accettazione integrale o di continuazione dell’attività a patto però che l’impresa sia paragonabile a quanto spiegato sopra per gli imprenditori commerciali;
  • imprenditori agricoli con attività svolta ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile (per non appesantire troppo l’articolo ti chiedo cortesemente, di controllare personalmente se rientri in questa categoria se non sei sicuro di appartenerci);
  • imprenditori individuali che abbiano cessato l’attività da più di un anno e che si è cancellato dal registro delle imprese.

Vantaggi offerti dalla legge 27 del 3 gennaio 2012

Andiamo ora ad illustrare quelli che sono gli aspetti positivi che apporta:

  • con la procedura di esdebitazione, di cui ti darò una spiegazione più dettagliata verso la fine dell’articolo, puoi liberarti da tutti i tuoi debiti, anche nei confronti di eventuali creditori non completamente soddisfatti;
  • salvare il patrimonio da azioni esecutive;
  • poter continuare la tua attività, o nel caso tu voglia ricominciarne una nuova, senza subire il gravame dei vecchi debiti.

Come funziona e quali procedure si seguono per l’esdebitazione

Una premessa importante, la legge in molte parti lascia una certa discrezionalità al Giudice su alcuni dei parametri di valutazione, ed è facile che nel corso del tempo è intervenuta o lo farà la giurisprudenza per i chiarimenti del caso.

Troverai che spesso cito questo termine, esdebitazione, se non ti è familiare non preoccuparti, nel prosieguo della lettura lo diventerà.

L’Organismo di Composizione della Crisi

L’O.C.C., Organismo di Composizione della Crisi, svolge il compito di preparare e seguire tutte le procedure e predisporre il piano di ristrutturazione del debito e la sua applicazione.

Gli O.C.C. sono iscritti in un apposito registro del Ministero di Giustizia, possono essere composti dagli organi di conciliazione delle Camere di Commercio qualora abbiano aderito, gli Ordini degli avvocati, Consigli notarili, Ordini di avvocati, esperti contabili e commercialisti.

Essi hanno il compito, in apparente conflitto, di consulente finanziario e legale del debitore, e di ausilio al Giudice e di garanzia nei confronti dei creditori, ma per questo spesso sono composti da più professionisti con incarichi separati e un coordinatore, definito referente.

Fasi dell’accordo

accordo sovraindebitamento

Le fasi di un accordo in situazione di sovraindebitamento

Sono essenzialmente tre le procedure che puoi seguire in caso di sovraindebitamento:

  • accordo di composizione della crisi;
  • piano del consumatore;
  • liquidazione del patrimonio.

Se sei un semplice debitore consumatore, ovvero non hai accumulato debiti per attività professionali puoi usufruire di tutte e tre, negli altri casi non puoi accedere al piano del consumatore.

Vediamole in dettaglio:

Accordo di composizione della crisi

Con l’aiuto dell’O.C.C. puoi preparare una proposta di accordo, che può contenere una dilazione dei debiti, il pagamento parziale o la dilazione dopo la riduzione, con i creditori e deve contenere condizioni precise:

  • per i crediti tributari può solamente essere proposta una dilazione;
  • presentare un ordine di pagamento in riferimento al diritto di prelazione dei creditori, in cui i cosiddetti minori vengono pagati solo se quelli principali vengono soddisfatti integralmente;
  • nel caso di crediti impignorabili essi vanno pagati integralmente. In questa categoria rientrano, ad esempio, sussidi di sostentamento, somme dovute a titolo di stipendi sia da privato che per rapporti di lavoro o impiego.

Va inoltre aggiunto un piano, da sottoporre ai creditori, dove si stabilisce se verrà cessata l’attività, con conseguente liquidazione dei beni, o in alternativa la continuazione.

Non è prevista una durata massima per il completamento del piano, ma deve essere accettata dai creditori.

Piano del consumatore

Qui puoi aderire, come già ti ho detto, solo se sei un privato con debiti che non hanno alcuna relazione con eventuali attività professionali.

piano sovraindebitamento

Piano del consumatore

In questo caso il piano non deve essere approvato dai creditori, ma dal Giudice, che valuta se è fattibile, che tu non abbia commesso eventuali frodi, e con la relazione dell’O.C.C. che conterrà:

  • le cause per cui hai fatto questi debiti;
  • i motivi per cui non riesci più a far fronte agli impegni finanziari presi;
  • un giudizio sulla convenienza del piano;
  • un resoconto degli ultimi cinque anni che dimostri che non hai avuto in precedenza lo stesso problema;
  • eventuali atti già intrapresi da qualche creditore.

Liquidazione del patrimonio

Questa procedura, oltre ad essere proposta da te, viene applicata anche nei casi in cui un piano viene annullato, revocato, o per cessazione degli accordi o di altre situazioni simili.

Va preparata e depositata un’istanza di liquidazione di tutti i tuoi beni, a cui dovrai allegare tutte le scritture contabili, elenco dei beni, elenco dei creditori, ecc., che in seguito verrà verificata dal liquidatore e preparerà l’elenco dei beni da liquidare.

A questo punto il liquidatore stila un programma per la liquidazione che verrà inoltrato ai creditori e depositato presso la cancelleria del Tribunale, e da quel momento la procedura rimarrà aperta per quattro anni.

Esdebitazione

È a questo punto, una volta che il piano è stato accettato, che si passa all’esdebitazione, ovvero la liberazione dei tuoi debiti residui nei confronti dei creditori non soddisfatti.

Il Giudice ti concede l’esdebitamento con una istanza che depositerà entro un anno dalla data della chiusura della liquidazione a patto però di determinate condizioni:

  • che non devi aver già avuto accesso a questa procedura negli otto anni precedenti alla richiesta;
  • che tu non abbia commesso alcuno dei reati previsti dall’articolo 16 della stessa legge 3/2012, che sono, aumento o diminuzione del passivo e che non hai simulato attività inesistenti, presenti documentazione alterata o contraffatta, ometti beni nell’inventario, fai pagamenti non rispettando il piano o l’accordo stabilito, che durante tutta la procedura non fai altri debiti, e fai anche molta attenzione, perché se violi una o più di queste regole sei anche soggetto ad una condanna penale e a sanzioni che potrebbero essere elevate;
  • che non hai in qualche modo ritardato lo svolgimento della procedura;
  • che nei quattro anni della durata della procedura hai fatto in modo di avere un reddito adeguato a quelle che sono le tue competenze, o che tu abbia cercato un lavoro e non hai rifiutato proposte di lavoro senza un giustificato motivo.

Saresti altresì escluso dalla procedura di esdebitamento nel caso tu ti sia indebitato sapendo che in base alla tua capacità finanziaria, non avresti mai potuto far fronte a questi impegni.

Considerazioni finali sul sovraindebitamento

Come avrai visto il tema è abbastanza complesso e delicato.

Ho cercato di darti tutte le informazioni di base possibili, evitando di entrare in alcuni aspetti particolari poiché la casistica e le norme procedurali sono molteplici, e lo scopo del mio articolo è quello di farti capire cosa fondamentalmente puoi fare nel malaugurato caso che non riesci più a pagare i tuoi debiti, entrando cosi in una crisi da sovraindebitamento, e illustrarti quello che la legge 3/2012 prevede in questi casi venendoti in aiuto al fine di ripristinare le tue finanze, e tornare prima possibile ad una vita tranquilla e/o far ripartire la tua attività in maniera pulita.

considerazioni finali sovraindebitamento

Le nostre considerazioni finali sul sovraindebitamento

Sappi che esiste sempre una soluzione al sovraindebitamento, anche se a volte ti comporterà sacrifici anche consistenti, per cui cerca di pensare positivo, e vedrai che le soluzioni proposte dalla legge 3/2012 ti saranno sicuramente di aiuto, e soprattutto non fare altri debiti per pagare i precedenti, perché cosi peggiorerai la situazione e perderesti la possibilità di accedervi.

La mia raccomandazione finale è sempre la stessa, per quanto ti è possibile evita di fare debiti se sai già che potresti non farcela a farne fronte, cercando di pianificare i tuoi impegni economici anche in base ad una futura proiezione nel tempo dei tuoi guadagni.

Come ultimo consiglio, ma non meno importante, è che se cadi in una crisi da sovraindebitamento rivolgiti immediatamente ad una delle tante associazioni a difesa dei consumatori (io personalmente propongo il Codacons, ma tu sei libero di sceglierne anche altri), che saranno a tua disposizione per aiutarti ad accedere ai benefici di questa legge, tra le quali:

Codacons – https://codacons.it/

Adiconsum – https://www.adiconsum.it/

Movimento difesa del cittadino – http://www.difesadelcittadino.it/

Un ringraziamento particolare va a mia figlia, la Dottoressa Giada Cagnoni, per avermi suggerito di realizzare questo articolo di vasto interesse ed utilità.