Split Payment, in che cosa consiste? Il nostro approfondimento

Split Payment, in che cosa consiste? Il nostro approfondimento

Da qualche tempo si parla diffusamente di split payment, ovvero di un particolare meccanismo di scissione dei pagamenti con il quale le pubbliche amministrazioni provvedono a versare l’IVA direttamente nelle casse del Fisco, e non al fornitore dei propri servizi o prodotti.

Ma è davvero così complicato come sembra? Cos’è lo split payment e quale è il suo significato? Come funziona? E come si deve fatturare? E, ancora, è in vigore anche tra i professionisti?

Cerchiamo di fornire in un unico approfondimento tutti i chiarimenti di cui hai bisogno!

Cos’è lo Split Payment: significato e funzionamento

Cos’è lo split payment? È questa la domanda iniziale che tutti si dovrebbero porre quando vanno alla ricerca del significato dello split payment e del suo funzionamento.

Come abbiamo già ricordato qualche riga fa, quando parliamo di split payment – come suggerisce lo stesso nome! – parliamo di un particolare meccanismo di suddivisione dei pagamenti che la pubblica amministrazione fanno nei confronti di tutti coloro i quali forniscono loro dei servizi.

Introdotto con la legge di stabilità 2015, successivamente allargato con un provvedimento del 2017 e infine ridotto dal decreto Dignità del 2018, che ha di fatto escluso lo split payment tra i professionisti, il meccanismo prevede che siano gli enti della pubblica amministrazione a liquidare l’IVA sugli acquisti effettuati senza che debbano provvedervi i propri fornitori. Cioè?

IVA Split Payment

Secondo il tradizionale processo di fatturazione, nella sua fattura il professionista / la società addebita l’IVA al proprio cliente, procedendo poi a liquidarla in occasione della scadenza successiva nelle casse dell’Erario.

Contrariamente a questo ordinario procedimento, la legge prevede ora che le pubbliche amministrazioni che acquistano beni e servizi, se non sono soggetti passivi IVA, versino direttamente all’Erario l’imposta sul valore aggiunto viene addebitata loro in fattura dai fornitori.

In termini ancora più semplici e chiari, sono le pubbliche amministrazioni a dover liquidare l’IVA sugli acquisti, evitando che tale incombenza ricada sui loro fornitori.

Ecco perché si parla di split payment: la pubblica amministrazione dividerà l’importo della fattura in due, destinando l’IVA all’Erario e quella che potremmo definire la base imponibile, o il netto, al proprio fornitore.

Ma per quale motivo si è reso necessario o preferibile lo split payment?

Nelle intenzioni del legislatore lo split payment dovrebbe servire a ridurre il peso dell’evasione fiscale, evitando dunque che il professionista o la società “incassi” l’IVA senza però poi versarla al Fisco. È anche per questo motivo che si era deciso, inizialmente, di applicare lo split payment anche ai professionisti. E ora?

Elenco Split Payment

Come abbiamo già anticipato, attualmente lo split payment si applica esclusivamente nei rapporti tra le imprese private e la pubblica amministrazione. In questa relazione, e solo in questo rapporto, subentra dunque il meccanismo di scissione dei pagamenti, con l’impresa privata che incasserà dalla pubblica amministrazione quanto dovuto da essa per i beni / servizi prestati, al netto di IVA, e con la pubblica amministrazione che provvederà direttamente a versare l’IVA a debito sull’operazione.

Guida completa allo Split Payment

Lo split payment interessa dunque le imprese private, ma solamente per i rapporti che hanno nei confronti di:

  • Stato,
  • organi statali,
  • enti pubblici territoriali,
  • Camere di Commercio,
  • istituti universitari,
  • ASL,
  • enti di ricovero, di assistenza, di beneficienza (purché pubblici),
  • consorzi tra enti pubblici,
  • amministrazioni pubbliche,
  • società controllate da Stato o enti pubblici,
  • società quotate nell’indice FTSE MIB.

Nell’ipotesi in cui la pubblica amministrazione provveda con ritardo al versamento dell’IVA, è prevista una sanzione pari al 30% dell’importo non versato.

A titolo di maggiore precisione, il Dipartimento delle Finanze pubblica delle liste con tutti i soggetti che sono obbligati ad applicare il meccanismo della scissione dei pagamenti.

Split Payment professionisti

Dall’elenco di cui sopra ne deriva dunque che lo split payment non è più obbligatorio per i professionisti. Ricordiamo in tal proposito che nel 2017 era stato inizialmente previsto l’obbligo di split payment professionisti, poi abolito nel 2018 con il decreto Dignità.

Peraltro, con la conversione in legge del succitato decreto è anche stata prevista la possibilità, su richiesta sia ei prestatori sia dei committenti, di rilasciare un documento che attesta i soggetti per i quali è stato applicato lo split payment. Sempre in sede di conversione è stata prevista la possibilità di inserire un rimborso anticipato per poter supportare le imprese che proprio in seguito alle nuove disposizioni si troveranno a credito.

Fattura Split Payment

E per quanto concerne la fattura split payment? Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiarito, con comunicato del 9 gennaio 2015, le modalità di versamento dell’imposta sul valore aggiunto da parte della pubblica amministrazione che acquista beni e prestazioni da un fornitore.

In tale comunicato erano riassunte 3 opzioni:

  • versamento dell’imposta sul valore aggiunto dovuta dalla pubblica amministrazione per ogni fattura, nella quale sia indicata l’esigibilità dell’imposta;
  • versamento dell’imposta sul valore aggiunto in ogni giorno del mese, tenendo conto di tutte le fatture che sono ricevute, per le quali l’imposta diviene esigibile nello stesso giorno;
  • con un calcolo cumulativo, con versamento entro il 16 di ogni mese, con un pagamento totale dell’IVA complessivamente dovuta dalla pubblica amministrazione all’Erario, calcolando tutte le fatture per le quali l’imposta è divenuta esigibile nel mese precedente.

Dal canto suo, il professionista o la società che presta servizio o cede beni nei confronti di uno dei soggetti di cui all’elenco dello split payment dovrà emettere la fattura con le consuete modalità, e indicare il riferimento all’art. 17.ter del DPR 633/1972, per poi fare rivalsa dell’IVA non incassata, bensì versata direttamente dall’ente pubblico.

n che cosa consiste Split Payment

In sede di registrazione della fattura, l’imposta sul valore aggiunto sarà regolarmente annotata nel registro IVA vendite ma non sarà ovviamente calcolata nella liquidazione periodica, al fine di non determinare una doppia liquidazione. Lo storno IVA può essere effettuato con una scrittura che indichi nello stesso tempo sia la registrazione della fattura che l’ammontare dell’imposta sul valore aggiunto da dare e da avere.

Rimborsi IVA split payment

Quanto sopra determina pertanto la possibilità che i contribuenti che sono assoggettati allo split payment possano andare a credito di IVA.

Naturalmente, per costoro è prevista la possibilità che le operazioni di cui allo split payment rientrino nel calcolo di quelle che anno diritto all’ottenimento del rimborso IVA, anche con periodicità trimestrale, del credito che è basato sull’aliquota media.

Informazioni Split Payment

A margine di questo nostro approfondimento, ricordiamo dunque che lo split payment non è nient’altro che una scissione dei pagamenti che la pubblica amministrazione effettua nei confronti delle imprese, tale per cui l’IVA verrà liquidata direttamente dall’ente pubblico, mentre l’importo netto verrà liquidato sul conto corrente del prestatore di beni e servizi.

Tale semplificazione non determina particolari aggravi per l’impresa, considerato che continuerà a fatturare per le consuete vie, ma richiede un margine di attenzione aggiuntivo da parte dei commercialisti e dei consulenti contabili delle imprese, considerato che dovranno opportunamente effettuare lo storno dell’IVA dalle liquidazioni periodiche, affinché l’impresa non si trovi nelle condizioni di pagare due volte l’imposta sul valore aggiunto, sulla stessa fattura. Un caso particolare è poi legato al rimborso IVA sullo split payment.

Per quanto infine attiene lo split payment per i professionisti, per il momento i privati sono stati esentati da questo meccanismo che, pertanto, risulta essere attivo esclusivamente per quanto attiene i lavori effettuati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di cui all’elenco tenuto presso il Dipartimento Finanze.

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