Spread: guida al differenziale BTP e Bund tedeschi

Lo spread, ovvero la differenza tra il rendimento dei Bund tedeschi e i BTP Italiani è uno dei tormentoni politici da ormai diversi anni. Sembra che la stessa sopravvivenza della Repubblica Italiana sia legata a questo specifico indice, e ad ogni rialzo, anche minimo, il termometro della febbre finanziaria del nostro Paese sale a dismisura.

Ma qual è il significato di spread? Quali sono i motivi che lo rendono così importante per giudicare la salute finanziaria del nostro Paese? Che dire dello spread di Grecia e Spagna, altri due valori che sono tenuti sempre sotto controllo da investitori, governi e anche piccoli risparmiatori?

Abbiamo preparato per te una guida completa alla questione, che ti permette di andare a capire di più di questo valore, anche nell’ottica di tutelare i tuoi risparmi e i tuoi investimenti.

Che cosa significa spread?

Spread è una parola inglese che significa semplicemente distanza. È utilizzato in moltissime questioni finanziarie, che non riguardano necessariamente il rendimento dei titoli di stato italiani rispetto a quelli della Germania.

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Spread: guida al differenziale BT Bund

Utilizziamo lo spread per calcolare gli interessi di un mutuo (in termini di spread, ovvero distanza, tra il tasso applicato mediamente a livello interbancario e quello che la banca carica a noi), ma anche per calcolare la distanza tra il prezzo di acquisto e di vendita di un determinato asset (chi investe online sa bene che molte piattaforme non fanno pagare commissioni, ma applicano appunto uno spread tra vendita e acquisto di qualche centesimo, che finisce nelle loro tasche).

Quello che però è lo spread che più interessa chi investe e chi ha a cuore le sorti dell’Italia è la differenza o distanza di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi.

Messa così, la questione potrebbe sembrare di scarso o nullo interesse: perché dovrebbe essere così importante la distanza tra Italia e Germania in termini di rendimento dei relativi titoli di stato? Perché è diventata la questione sulla quale sono caduti e sorti tutti o quasi i governi degli ultimi anni in Italia? Perché fa così paura?

Per capire come funziona la questione e perché questo indice fa così paura, è bene analizzare a fondo la questione del debito pubblico, del debito pubblico Tedesco, dell’enorme quantità di denaro che l’Italia spende ogni anno in interessi e della solvibilità del nostro paese sui mercati nazionali e internazionali.

Lo spread mutui è la stessa cosa?

No. Lo spread mutui sta ad indicare la differenza tra il tasso di interesse praticato su un mutuo e un indice di riferimento per gli interessi interbancari in Europa.

Tipicamente i mutui hanno un tasso di interesse che è la risultante di un calcolo che è il seguente: si prende un indice (EURIBOR o altro) che indica i tassi medi in Europa tra le banche, e la banca che ci offre il mutuo applica un “sovrapprezzo”, che è poi il suo guadagno. Proprio quella differenza è appunto lo spread dei mutui.

Perché lo spread si calcola sui Bund Tedeschi

I bund tedeschi sono i titoli di stato che vengono emessi dalla Repubblica Federale Tedesca, uno degli stati più affidabili a livello mondiale. Vengono utilizzati comebenchmark, ovvero come metro di paragone a livello mondiale, perché sono quelli con il rendimento più basso e stabile. Non si tratta di una cospirazione, ma piuttosto del risultato di diversi fondamentali dell’economia tedesca:

  • Il debito pubblico tedesco è basso rispetto sia al PIL, sia alla crescita percentuale dello stesso;
  • La Germania è da sempre ritenuta un paese molto affidabile e che costi quel che costi fa fronte ai suoi impegni;
  • La Germania è l’economia più importante dell’Eurozona, sia a livello di denari, sia a livello di affidabilità e di ruolo guida;

Tenendo conto di questi fattori, sono in moltissimi ad essere disposti a prestare denaro alla Germania a tassi di interesse particolarmente bassi.

Perché la differenza tra rendimento dei Bund e dei BTP è importante?

I BTP sono buoni poliennali del Tesoro, ovvero titoli di stato a scadenza piuttosto lunga, sui quali l’Italia paga interessi semestrali, tenendo conto del tasso che viene pattuito in sede di emissione.

Per farla breve, l’Italia ha un enorme debito pubblico da rifinanziare periodicamente. Per farlo emette, tra i diversi titoli di debito, anche buoni a lunga scadenza, che sono quelli più importanti sia per quantità di debito rifinanziato attraverso lo strumento, sia perché sono un impegno appunto di lungo termine e che incide molto sulle casse dello stato.

Tenendo conto di quanto abbiamo appena detto sulla stabilità della Germania, abbiamo una situazione di questo tipo:

  • Il rendimento dei Bund tedeschi è pressoché fisso, e quindi funziona bene come termine di paragone;
  • Il rendimento dei BTP italiani è invece molto instabile (vedremo insieme tra pochissimo il perché);
  • Una variazione anche minima del rendimento dei BTP Italiani ha ripercussioni enormi sulle finanze pubbliche, dato l’enorme debito accumulato dall’Italia negli anni;

Perché il rendimento dei BTP Italiani è così variabile?

Per una delle leggi della finanza che sono effettivamente ineludibili: chi è un debitore rischioso ha molta difficoltà a recuperare capitali in prestito sui mercati, o meglio, i creditori sono disposti a prestare denaro a tassi più alti.

Puoi renderti conto tu stesso, in prima persona, di questa “legge”: se dovessi affidare parte del tuo capitale in prestito ad un soggetto a rischio, non lo faresti se non a costo di un maggior rendimento per te. In caso contrario, ovvero a parità di rendimento, preferiresti un debitore molto più affidabile, come nel caso della Germania.

Perché un aumento dello spread è molto rischioso per l’Italia?

Tanti paesi, come ad esempio gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, la Francia, la Gran Bretagna, etc. ovvero quei paesi che non hanno grossi problemi di finanza pubblica, non seguono lo spread con la stessa ansia con il quale questo viene seguito in Italia.

informazioni andamento spread

Andamento spreads: come funziona ?

In Italia è invece motivo di discussione quotidiana perché il debito pubblico italiano è tra i più alti al mondo, e anche una variazione di un paio di decimi di punto percentuale sugli interessi pagati, vuol dire togliere dalle casse statali centinaia di milioni di euro.

Siamo davanti ad un problema che non è creato ad arte per spostare le opinioni politiche italiane, ma di un puro fatto matematico con il quale tutti i governi, volenti o nolenti, devono necessariamente fare conto.

Spread tra Bund e Bonos spagnoli, per chi è importante?

bonus

Bonos: cosa sono ?

La Spagna è un paese che, pur avendo un debito pubblico decisamente inferiore rispetto al nostro, guarda comunque con una certa ansia al suo spread, che viene calcolato in questo caso tra i Bund Tedeschi e i Bonos a 10 anni.

I Bonos altro non sono che i bond decennali emessi dalla spagna, che vengono utilizzati per calcolare lo stato di salute e l’affidabilità del paese proprio come nel caso dei BTP decennali italiani.

Sono ormai diversi anni che lo spread della Spagna è molto più basso di quello italiano, segno che i mercati ritengono il paese iberico molto più affidabile nel nostro, capovolgendo quello che era stato per decenni un rapporto di forza inverso.

Lo spread tra Bonos e Bund ci interessa per due ordini di motivi:

  • Quando lo spread italiano sale e quello spagnolo è invece immobile, vuol dire che i mercati si stanno agitando sulla nostra condizione specifica;
  • Quando entrambi gli spread salgono di pari passo, in genere la vicenda riguarda l’intera area Euro;

L’Italia è comunque un “pesce” tanto grosso da far tremare i mercati in tutto il mondo quando lo spread sale in relazione a Bund / BTP decennali, e spesso questo finisce per riflettersi anche sui bonos spagnoli.

Come si calcola lo spread?

Lo spread si calcola semplicemente sottraendo al rendimento dei BTP decennali il rendimento dei Bund. I valori, seguendo soprattutto il mercato secondario dove appunto i titoli vengono trattati continuamente e non solo all’emissione, possono variare minuto per minuto, offrendo un termometro piuttosto preciso della fiducia dei mercati verso l’Italia.

Puoi seguire l’andamento dello spread su tutti i principali siti di economia, che mantengono grafici aggiornati per andare a controllare minuto per minuto l’indice in questione.

Quando lo spread comunque sale oltre delle soglie di guardia, i giornali e i quotidiani riprendono in genere la notizia con una certa celerità – per capirci, non riuscirai sicuramente a perderti una notizia del genere.

Cosa significa quando lo spread sale?

Quando lo spread sale significa innanzitutto che i BTP italiani crescono per rendimento, ovvero che pagano più interessi. Questo può essere un bene per chi aveva intenzione di investire sull’Italia, dato che troverà rendimenti più interessanti sul mercato secondario.

Non è questa però l’unica conseguenza dello spread che sale, o meglio, dei fattori che hanno portato lo spread a salire:

  1. Innanzitutto vuol dire che secondo i mercati (che sono composti da milioni di risparmiatori e non da qualche entità che può mettersi d’accordo in proprio su cosa fare dello spread) hanno minore fiducia nella possibilità dell’Italia di ripagare i suoi debiti;
  2. In secondo luogo vuol dire che, alla prossima emissione, l’Italia dovrà garantire nominalmente interessi più alti ai risparmiatori, se vuole piazzare il suo debito e ottenere finanziamento; questo può essere un autentico disastro per le casse pubbliche di un Paese che già paga interessi alti su un debito pubblico fuori controllo;
  3. In terzo luogo vuol dire che sarà sempre più difficile far quadrare i conti, in un circolo vizioso che lascia molto poco spazio di manovra ai governi – immagina che il governo voglia fare deficit per finanziare investimenti o trasferimenti – spesso la somma spesa in più viene ingurgitata, prima che possa essere spesa, dagli interessi maggiori che vengono applicati sul debito pubblico italiano;

Lo spread non è dunque una manovra di non meglio precisati cospiratori: è un indice che indica la salute, almeno secondo i mercati, del nostro Paese, o meglio, della fiducia che i risparmiatori ritengono l’Italia si meriti.

I mercati sono completamente basati sulla fiducia e averne poca vuol dire avere sempre maggiori difficoltà per andare a recuperare capitali che, nell’economia pubblica, servono per la spesa corrente, ovvero per pagare stipendi, opere, manutenzioni, etc.

Lo spread condiziona l’andamento dei mutui?

No, o almeno non direttamente. Lo spread di cui sentiamo sempre parlare riguarda infatti i tassi di interesse che i mercati applicano all’Italia. Nel caso dei mutui il tasso di interesse applicato è invece la risultante dell’andamento di indici come EURIBOR e IRS, che non coinvolgono, almeno direttamente l’Italia.

Uno spread molto alto in Italia può però innescare delle reazioni a catena che potrebbero finire per ripercuotersi anche sul mercato dei mutui:

  1. Le banche italiane hanno le casse piene di titoli di stato italiani;
  2. Se i titoli di stato italiani diventano spazzatura o comunque hanno un rischio più alto, il danno patrimoniale per le banche è importante;
  3. La capitalizzazione delle banche italiane può risentirne, e di conseguenza anche la facilità con la quale queste concedono credito;
  4. Ad una restrizione del credito, corrispondono sia maggiori difficoltà per ottenere un mutuo, sia interessi mediamente più alti.

Le due cose comunque non sono né immediate né frequenti: per vedere il rischio Italia traslato sul sistema bancario lo spread deve rimanere oltre un certo livello per periodi molto lunghi.

Che ci dice lo spread odierno: l’Italia è a rischio?

Lo spread è tornato ad oscillare in modo forte nelle ultime settimane, cosa che accade praticamente ogni anno in prossimità dell’approvazione della Legge di Bilancio.

La Legge di Bilancio, se ritenuta troppo “libertina” dai mercati, aumenta il “rischio Italia” e dunque fa crescere lo spread. Si tratta di una questione che, nonostante commentatori di parte vorrebbero farci credere il contrario, si ripete con una certa costanza da qualche anno a questa parte, fatta eccezione per la Legge di Bilancio che fu presentata dal Governo Monti, ritenuto particolarmente credibile e affidabile dai mercati internazionali.

Chi investe in BOT, BTP o comunque in debito pubblico italiano (e anche in aziende italiane) farebbe comunque più che bene a seguire l’andamento di questo indice. Lo spread è importante ed è molto di più di una mera boutade giornalistica.

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