Tassazione TFR: guida su calcolo e anticipo

Il tema della tassazione TFR, e in particolar modo della tassazione anticipo TFR, ha sempre rappresentato un argomento piuttosto ostico per tutti gli italiani alle prese con la liquidazione e con la sua anticipazione.

Considerato che non per tutti potrebbero essere chiari i punti principali di questa materia, abbiamo voluto riassumere ciò che devi assolutamente sapere sulla tassazione separata TFR, sull’aliquota tassazione TFR e sulle modalità di calcolo.

Calcolo tassazione TFR

Iniziamo… dalle basi. Il TFR, o trattamento di fine rapporto lavoro, matura ogni anno attraverso l’accantonamento per ogni anno di servizio di una quota non superiore alla retribuzione annua divisa per 13,5.

guida tassazione TFR

Tassaazione del TFR: guida completa

Questa quota verrà rivalutata annualmente dell’1,5%, su un valore pari al 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati, come da periodico comunicato ISTAT.

Gli accantonamenti che vengono effettuati anno dopo anno costituiranno un montante che, alla fine del periodo di lavoro, rappresenterà la liquidazione che il lavoratore avrà diritto di ricevere.

Su tale montante sono altresì possibili degli anticipi, generalmente limitati alle ipotesi di acquisto / ristrutturazione della prima casa, copertura delle spese sanitarie e, in altre ipotesi, casi residuali non da giustificare.

Tassazione TFR Inps, il calcolo del TFR netto

Ora, è bene ricordare fin da questa prima sede di premessa che l’importo dell’accantonamento non corrisponde a ciò che poi il lavoratore riceverà in maniera netta. Ma come fare, dunque, per passare dal TFR lordo al netto? Brevemente, è necessario prendere la retribuzione annua lorda e dividerla per 13,5, detraendo poi dalla stessa lo 0,50% della retribuzione soggetta a contribuzione INPS.

Così facendo otterrai il TFR lordo annuo, che sommato a quello accantonato negli anni precedenti, andrà a costituire il TFR lordo complessivo.

A questo punto fai ancora un piccolo passo in avanti e dividi l’importo che hai ottenuto per il numero di anni che hai lavorato, moltiplicando poi il risultato per 12 (il numero di mesi in un anno). Avrai così ottenuto il tuo reddito annuo di riferimento.

Procedi quindi al calcolo dell’aliquota Irpef media, ovvero l’imposta determinata applicando al reddito annuale di riferimento l’aliquota Irpef vigente, tenendo conto dei vari scaglioni. Se per esempio il tuo reddito è pari a 30 mila euro, ne deriva che pagherai un’aliquota del 23% per i primi 15.000 euro e un’aliquota del 27% per i successivi 15.000 euro, con conseguente aliquota Irpef media del 25%, che potrai applicare al TFR lordo al fine di conteggiare il netto.

Facile? Forse no. Ed è proprio per questo motivo che online puoi trovare tanti simulatori di tassazione TFR, pronti a darti una mano per poter arrivare in pochi istanti al calcolo desiderato.

Tassazione Anticipo TFR

Ma come funziona la tassazione separata dell’Anticipo TFR? Ovvero, nel caso in cui tu abbia bisogno di una somma di denaro per poter ristrutturare casa, quanto ti viene tassata la parte della liquidazione che otterrai?

Il tema è – come puoi ben immaginare! – molto complesso. Proviamo però a sintetizzarlo all’estremo!

Anticipo TFR

Anticipo del TFR: come funziona

Se vuoi richiedere un anticipo TFR per motivi sanitari e per spese mediche, l’importo che puoi ottenere (massimo) sarà pari al 70% dell’importo di liquidazione maturata, e la tassazione separata Anticipo TFR sarà in questo caso pari al 15%, con riduzione di 0,3 punti percentuali per ogni anno oltre il 15mo di contribuzione, fino a un massimo del 6% e, pertanto, “floor” del 9%.

Facciamo un esempio. Se stai contribuendo da 20 anni, puoi richiedere il 70% della liquidazione per spese sanitarie subendo una tassazione del 13,5%, ovvero del 15% – 1,5 punti percentuali (0,3 punti percentuali moltiplicati per i 5 anni che eccedono il 15mo).

Se invece stai contribuendo da 30 anni, potrai sempre richiedere il 70% della liquidazione per spese sanitarie, con tassazione dell’11,5%, ovvero del 15% – 4.5 punti percentuali (0,3 punti percentuali moltiplicati per i 15 anni che eccedono il 15mo).

Diverso il discorso per l’anticipazione per ristrutturazione e per acquisto della casa, propria o dei propri figli. In questo caso potrai richiedere fino al 70% dell’importo della liquidazione, ma la tassazione sarà fissa, e pari al 23%.

Ancora diverso è il tema dell’anticipo TFR per esigenze personali: in questo caso potrai ottenere fino a un massimo del 30%, e solo dopo 8 anni di contribuzione, e sempre con un’aliquota fissa del 23%.

Aliquota tassazione separata Anticipo TFR

Se hai letto con attenzione quanto precede, dovresti aver compreso che esistono due principali aliquote tassazione separata Anticipo TFR, e che dipendono dalla motivazione dell’anticipo stesso.

In sintesi:

  • Aliquota fissa del 23% nel caso di anticipo TFR per ristrutturazione e acquisto casa e per ulteriori esigenze personali (con diversi massimali);
  • Aliquota massima del 15% (rivedibile sulla base dell’anzianità di contribuzione) nel caso di anticipo TFR richiesto per fronteggiare spese mediche.

Tassazione TFR Busta paga

Un discorso a parte, meno confortante per chi ci sta pensando, è quello della tassazione TFR in busta paga. Ma per quale motivo?

Come abbiamo visto, il TFR ottenuto come liquidazione sarà assoggettato a tassazione separata, con applicazione dell’aliquota Irpef media degli ultimi cinque anni di lavoro. Anche la tassazione anticipo TFR avviene con modalità separate.

La tassazione TFR Busta paga si avvale invece della tassazione ordinaria, ovvero sulla base di un’aliquota Irpef progressiva sul reddito totale.

TFR in busta paga

Tassazione in busta paga del TFR

Facciamo un esempio per capirne di più. Immaginiamo che ad essere interessato all’anticipo TFR in busta paga sia un lavoratore con una retribuzione lorda di 25 mila euro, il cui TFR annuo è stimabile in 1.727 euro.

Nel caso in cui decidesse di incassare il TFR in busta paga, il lavoratore sarebbe soggetto ad aliquota Irpef del 27%, ovvero con liquidazione netta di 1.261 euro l’anno, o 105 euro ogni mese. Il tutto si tradurrebbe pertanto in una perdita fiscale di 50 euro al mese.

Naturalmente, nel caso in cui il lavoratore appartenesse a scaglioni di reddito più elevati, subirebbe delle differenze ancora più evidenti tra il lordo e il netto. Se il lavoratore ha ad esempio una retribuzione di 50 mila euro, il suo TFR lordo sarebbe di 3.454 euro, mentre a fronte di un’aliquota Irpef del 38%, riceverebbe 2.141 euro al netto delle tasse, ovvero 178 euro al mese.

Da quanto sopra dovrebbe essere chiaro come l’aspetto legato alla tassazione TFR in Busta paga sia fondamentale per cercare di capire se effettivamente convenga o meno richiedere l’anticipo della liquidazione sul proprio cedolino.

In linea di massima, se il lavoratore percepisce 15.000 euro lordi, come nel nostro primo esempio, la convenienza potrebbe esserci, considerato che sia il TFR in busta paga che il TFR tradizionale sarebbero tassati allo stesso modo, con aliquota del 23%

La situazione inizia a cambiare già con un lavoratore che percepisce 20.000 euro lordi. In questo caso, infatti, richiedere l’anticipo TFR in busta paga lo esporrebbe a pagare un’aliquota del 27%, contro un’aliquota media Irpef del 23,4% che subirebbe il suo TFR fine lavoro.

Le cose peggiorano man mano che si avanza con la retribuzione. Una retribuzione annua lorda di 95.000 euro, ad esempio, esporrebbe l’anticipo TFR in busta paga a un’aliquota del 43%, mentre la tassazione separata del TFR fine lavoro sarebbe del 34,3%.

Anticipo TFR rimasto in azienda

In sede di conclusione di questo approfondimento, ricordiamo come tutti i lavoratori dipendenti pubblici o privati che abbiano esercitato la scelta di lasciare il TFR nella propria azienda, possono domandare l’anticipo del TFR in 3 diverse ipotesi.

Anche se le abbiamo già citate nelle righe che seguono, val certamente la pena rammentarle in modo più schematico in questo breve elenco di pronto utilizzo:

  • Acquisto prima casa o abitazione principale per il dipendente o per il figlio maggiorenne, naturale o adottivo. Tale domanda potrà essere presentata una sola volta, con acquisto da privato o da società di costruzione. Il benefit può essere usato anche in presenza di un’abitazione principale di proprietà, a patto che si provi che si sta vendendo la prima casa per acquistare la seconda. Il limite di finanziamento è in questo caso del 70%, e vale anche nel caso in cui si proceda alla costruzione dell’abitazione principale, con la differenza che in questo caso il cap del 70% va applicato al costo della costruzione.
  • Spese sanitarie per il dipendente o per il familiare a carico fiscalmente. In questo caso, la domanda può essere presentata anche in più di un’occasione, e sia per lo stesso dipendente che per il suo familiare a carico. Il limite di finanziamento è del 70%.
  • Altre spese. Non ci sono poi giustificativi nel caso in cui il dipendente richieda l’anticipo TFR per il supporto di altre spese personali o familiari. In questo caso però il limite è sensibilmente inferiore, considerato che non si potrà ottenere un anticipo per oltre il 30% del TFR maturato.

Per poterne sapere di più ti consigliamo di ricorrere alla consulenza offerta dall’INPS o dalla tua azienda. Nel caso in cui tu abbia degli approfondimenti da richiederci, segnalacelo con un commento o inviaci un’email: saremo lieti di affrontare tali temi con un focus apposito su queste pagine!

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